martedì 21 febbraio 2017

La gravidanza ti fa bella, dicono

La gravidanza ti fa bella (almeno esteriormente). 

Mica me lo ricordavo...beh, dopo 7 anni.

Certo, quando mi rivedo nelle foto tutta 'sta bellezza non la trovo, ma quando mi guardo allo specchio riesco a scorgerne alcuni tratti: pelle più distesa e priva di impurità; capelli meno grassi (che, per una che si li lava abitualmente da 4 a 6 volte alla settimana, beh, è un gran traguardo). Occhi più brillanti.

Allora devo credere a chi, quando ha saputo della mia situazione, mi ha prontamente detto "Lo avevo capito, sai? è bastato guardarti, avevi una luce diversa!".
E poi il seno...quando mai son stata una seconda abbondante? Non sono MAI riuscita a riempire i miei baby reggiseni.
Però, di contro, ci sono gonfiori e protuberanze che non mi stanno convincendo molto. Così ho deciso: ho acquistato un altro costume olimpionico, uno dotato di airbag anteriore e da sabato, salute permettendo, si torna in vasca. Finora la mancanza di divisa e la stanchezza di sottofondo, mi hanno fatto demordere; ma mi son bastate un paio di luci di un camerino, lo specchio sbagliato in camera da letto, accanto alla finestra, il pensiero che dopo giugno potrei andare in spiaggia, potrei scoprirmi un po' di più...e sono corsa - letteralmente - a comprarmi il necessario, un fantastico costume che mi fa sembrare più signora, bassa, con sedere e ginocchia cascanti, ma tanto, in acqua, chissenefrega!                                


Invece quello stato di grazia che dicono esistere durante i 9 mesi, beh...quello questa volta non riesco a trovarlo. Lo stato di grazia è direttamente proporzionale alla tua vita e a quello che fai. Quando non hai figli, hai la possibilità di goderti ogni istante, ogni cambiamenti - almeno così è stato per me la prima volta, nonostante i crucci di un lavoro che cominciava a andar male.
Riesci a prenderti cura del tuo corpo, a pensare all'esserino e a nient'altro, a fantasticare di più su lui/lei, su quello che gli/le servirà. A spalmarti olio di mandorle dolci e creme a ogni doccia. A preparare il corredo per la creaturina.
All'epoca quello che ci occupava le giornate era il pensiero di Marta, e la ricerca di una casa più grande che potesse ospitare questa piccola famiglia.
Questa volta la casa, se pure in fitto, c'è ancora. Un letto per lei anche, così come il passeggino.
Il resto è in via di sviluppo.
L'esserina non dispone ancora di un nome: Marta era Marta sin da prima di scoprirne il sesso. Qui siamo ancora in bilico tra una serie di possibilità, ma nessuna che ci convinca del tutto.
C'è tempo! ci diciamo. Però, mica tanto, sapete?
Così, tra un pensiero e un altro, una commissione, spese da sostenere, scuola, malattie della sorella maggiore, partenze, lavori da portare avanti o inventarsi, casa da pulire...il tempo vola, eccome se vola.
Di natura io posticipo, anche se son presa da attacchi d'ansia (che si manifestano la notte, con i sogni/pensieri.

E' che ora c'è la necessità di stringere la cinghia e non abbandonarsi alla prima cosa carina che si vede in giro; bisogna farsi maggiormente i conti in tasca, scegliere con accuratezza e saggezza, scartare l'inutile, facendo memoria della gravidanza precedente. Pensi di essere più preparata, ma non so se poi sarà vero, alla fine dei mesi.

Intanto nuotiamo, va'! L'acqua ci porterà consiglio (speriamo!).

martedì 7 febbraio 2017

La petulanza, sgradevole come una flatulenza


Ero già petulante; da un po' lo sono fino allo sfinimento.
Comincio la mattina "fai colazione! è tardi! è suonata la campana!".
Continuo a pranzo "Hai finito di mangiare?noi siamo alla frutta! Sbrigati". 
Proseguo "Raccogli da terra! Togli di mezzo le cose che non devi usare! Prendi questa cosa e rimettila a posto! Mettiti le ciabatte! Non stare scalza!".
Fino a sera "Vai a metterti il pigiama! Hai lavato i piedi? Hai lavoro i denti?".
E quando è raffreddata...mamma mia! "Soffia il naso! soffia il naso forte! Devi soffiarti il naso! soffia il naso e poi facciamo questa cosa".

Basta! Non mi sopporto più!

Non è possibile tutto ciò, non si può andare avanti così. Ricordo che io non sopportavo mia mamma quando ripeteva fino allo sfinimento le stesse cose. La situazione è migliorata quando sono andata a vivere da sola. Solo che, 'sta povera creatura ha ancora un po' di anni da vivere con noi.
Allora che si fa?
Alle volte ho provato a contare fino a 10, alle volte faccio da me per evitare di parlare e lasciarla giocare. Alle volte ce la faccio a chiudere un occhio; solo che, quando poi, girando per casa, trovo: giocattoli e gioielli in bagno; cambio abito sparso sul nostro letto e armadio aperto (o ancora robe buttate alla rinfusa per far credere di aver messo a posto, sempre nel nostro armadio); cambio abito in camera sua; stivali per la pioggia, miei, con cui ha giocato, sotto il tavolo della cucina; alto paia di scarpe, mie, in soggiorno, oltre a quelle in camera sua; bambole e copertine, oggetti da pronto soccorso...varie e eventuali in giro, allora io...

...non ci vedo più, e non dalla fame. 
Lei mica si spaventa! Lei sbuffa, come io sbuffavo a 14 anni. Oppure borbotta, o sicuramente penserà qualche bella frase ad effetto.
Io a fine giornata mi sento pesante, molto pesante. Sento di aver reso pesante tutta la casa, il nostro rapporto e il rapporto tra me e lui. Ne sono convinta.
Allora come ci si comporta? Questo proprio lo ignoro. Non capisco quale sia la strada giusta, se ce n'è una sola o se si aprono molteplici possibilità. Cerco un confronto, una parola per non sbagliare - troppo -; non voglio le prediche di mia mamma, non voglio la chiave per non sbagliare mai. Voglio un confronto alla pari sull'educazione dei figli e su come smussare certi lati di se stessi.
Vorrei sapere che lasciar correre non causa danni.
Vi prego, o voi che leggete, scrivete qualcosa. Fatemi sentire meno sola, regalatemi qualche perla di saggezza perché io, in questo momento, ne HO VERAMENTE BISOGNO.


SalvaSalvaSalvaSalva

giovedì 26 gennaio 2017

Avrei voluto

Avrei voluto raccontarvi del mio lavoro da portalettere (figo! l'ho desiderato e è arrivato...al momento sbagliato).
Avrei voluto parlarvi della mia esperienza da insegnate di sostegno (io? dopo la "drammatica" esperienza da flash-professoressa di un anno fa, io, ora con il sostegno??? e fino a giugno?).
Avrei voluto mostrarvi gli schizzi del mio libro.
Invece

Storie di cannibalismo? Cattiveria umana? No, piuttosto lo chiamerei MIRACOLO!
Dopo questa estate, a due mesi da quell'evento, c'è una creaturina di 5 mesi circa dentro di me.

Come sia potuto succedere non lo so... vabbè, la materia non mi è nuova, l'aspetto tecnico della faccenda mi è ben chiaro. E' altrettanto chiaro che non sempre a domanda corrisponde risposta e che l'esito non è uguale per tutti, così come i tempi d'attesa.
Siamo stati in sala d'attesa per un bel po', continuando a occuparci - e a volte preoccuparci - delle questioni della vita, faccende domestiche, lavori, guadagni, spese, crescita, ecc.
Poi un giorno, di punto in bianco, decidi che da quella sala devi uscire e continuare tutto il resto senza sostare lì ('che l'età avanza, c'è tanto altro).

Il miracolo accade.
Perché ora, perché a me? Non lo so.

Come dicevo in questo post, se non ne parli non esiste. Bene, oggi ho voluto mettere da parte i timori e le mille preoccupazioni e raccontare quello che sta accadendo.
Sono sempre sul Chivalà! Forse perché non mi sembra ancora vero, ma è vero, lo giuro!
Forse per quello che è accaduto questa estate, forse perché vorrei avere un monitor privato per sbirciare dentro di me e chiedergli Tutto ok? stai bene?
Però c'è e se tutto andrà bene, ne conosceremo il volto a giugno, a ridosso dei miei 40 anni (sob!).

Intanto l'altra chiama, chiede, c'è, con lei tutto ciò che ne comporta.
Ci sono diecimila pensieri e l'esserino a volte passa in secondo piano.
Quindi, avrei voluto raccontarvi del mio lavoro da portalettere, ma - ahimè - ho superato le selezioni e causa panza non ho potuto accettare.
Avrei voluto narrarvi dell'insegnamento, ma c'era un'altra candidata prima di me, che ha accettato - meglio così!
Però gli schizzi del libro ci sono e con lui ci sono tante altre cose belle e bei progetti che non so se si realizzeranno, ma intanto li sogno :-)
In bocca al lupo!


giovedì 19 gennaio 2017

Le malattie (finte?) dei figli e i film dei genitori



Cosa sarà successo?
Il calore del letto avrà dato vita al miracolo?
Giuro, stanotte si è pure svegliata per il dolore...e quindi?
Se la vedeste ora vi accorgereste di come lei sia in forma.
Per oggi resterà un mistero....


martedì 17 gennaio 2017

da una serie tv a una per niente seria riflessione

Ore 21,30: Marta è a letto, il marito fuori città, io mi fermo e dedico tempo solo a me. Ozio, disegni, tv, uncinetto, serie tv al computer!
Sì, quelle che non potrei vedere con lui, perché non sono il suo genere. O semplicemente quelle che mi ispirano in un preciso momento. Con lui visto ci concentriamo spesso su quelle d'azione, su quelle che ti fanno stare con il fiato sospeso, quelle mentalmente ingarbugliate.

Da sola invece mi dedico al mondo prettamente femminile; a volte ne sento solo l'audio, in sottofondo, mentre disegno. L'inverno scorso, mentre lui era non ricordo dove, è stata la volta di Orange is the new black, poi How i Meet your mother (che non ho terminato), Una mamma per amica, e in questi giorni Sex & the city.


E' leggera, ma a volte mi ha fatto riflettere sul mio essere donna, sul mio essere madre, sul mio lavoro (lavoro?).

Così, tra una frivolezza e un'altra, tra un paio di scarpe nuove e un abito, tra un'amicizia e un nuovo amore, ho pensato a me, alle mie amiche, ai miei rapporti; ho pensato che vorrei scrivere - o vignettare, che è meglio - un libro, ho pensato che ho tante amiche single con le quali il rapporto funziona bene, anche se notevolmente cambiato - ma questo con la responsabilità di tutte -, che avrei tante amiche mamme con le quali potrei fare tante cose, e invece...le tante cose le facciamo ognuna per i fatti propri. Che potrei sfruttare le giornate di nullafacenza per prendere un caffè in più con loro, o buttarmi a capofitto sul mio progetto.
Guardo e penso (oppure guardo e mi godo i cambi d'abito, che, devo ammettere, a volte trovo discutibili)

Penso. Come stamattina: ferma, perché ci sono giorni in cui testa e arti superiori interrompono i collegamenti. E' spesso colpa del cervello, smette di funzionare e si mette in sciopero...un giorno, poche ore, un paio di giorni...e stop! si disconnette. Tu lì che tenti disperatamente di combinare qualcosa, ma lui non ne vuole sapere. Non ne cavi nulla di buono.
Quindi stacchi anche tu e ti dedichi a altro che non preveda più di tanto uno sforzo intellettuale. Oggi è così (il disegno risale a due sere fa), sento persino di non riuscire a scrivere bene quello che vorrei, ma non voglio arrendermi.

Nell'attesa di una illuminazione ho svaligiato un negozio d'abbigliamento....
...scherzo! ho inviato il portfolio a una casa editrice, chissà!





SalvaSalva

giovedì 5 gennaio 2017

Le cose che vanno avanti

BUON ANNO!
Ora questa da dove se ne esce?
Ho abbandonato un po' il blog, ultimamente, ma giuro che è sempre nel mio cuore e nei miei pensieri. Ho solo avuto meno tempo. 
Sei diventata ricca?
Macchè, anzi!
Qua il conto è sempre in rosso, nonostante faccia tante cose, ma son tutte cose che non mi portano molto. Avevo cominciato una collaborazione, ma c'ho messo tre mesi e...niente, se ho messo in tasca 50 euro è pure tanto. Non so fare questo lavoro, non sono proprio portata, e non è questione di allenamento, non ho occhio - nonno, tu da lassù non dire che posso fare tutto, perché questa cosa proprio non mi riesce! -: ho fatto un'infinità di schifezze e pastrocchi che, al posto di agevolare e smaltire il loro lavoro, lo hanno ingolfato di più. Non è terminata, per ora è rallentata, ma credo dovrò darci un taglio. Eppure sembrava la situazione ottimale, come guadagno, tempi e postazione di lavoro. Per un po' ho avuto anche delle colleghe, ho ricominciato a prendere il caffè a metà mattina in compagnia, a sentire lamentele - tanto che mi sembrava di essere tornata indietro di tre anni, ai tempi della mia cooperativa: le dinamiche erano esattamente le stesse, con la differenza che qui giravano più soldi e non ci si lamentava almeno dei ritardi.

A parte questo, da settembre è nata una nuova collaborazione in stile Donnamoderna.Bambino: non so se lo so fare, ma scrivere mi piace tantissimo, così come disegnare e offrire qualcosa da me creata. Se volete mi trovate su Bigodino.it, e questa è la mia pagina di presentazione.

Continuo a disegnare anche per me, certo!
L'idea di mettere insieme prima o poi un libro di vignette di mamma e donna c'è sempre, e molti mi incitano a farlo. Devo solo dedicarmici con totale dedizione (certo, mica roba da poco!).

Continua la mia collaborazione con un gruppo di illustratori baresi, a breve si spera nascerà l'associazione.

Riprendono in progetti superfantastici con una mia ex-collega rincontrata nel momento in cui ho cominciato il lavoro di cui sopra sopra :-P Questi spero che in un modo o in un altro si possano realizzare...sono il sogno delle nostre due non più tanto giovani vite.

E poi...poi altro che vi racconterò più avanti ;-)





lunedì 7 novembre 2016

Goffa!

Quest'anno ne ho collezionati 4! non mi era mai capitato in un solo anno. Cosa? 4 colloqui di lavoro. 
Quattro colloqui in cui il ruolo (la figura ricercata) era essenzialmente lo stesso, il mio panico da prestazione identico, il momento della vita non tanto. 
Quattro colloqui in cui ti immagini di tutto: 4 luoghi estremamente imbarazzanti per la loro beltà, 4 situazioni in cui mi sono sentita sempre inadeguata, ma allo stesso tempo ho cercato di immaginarmi dentro.
Uno era fin troppo elegante, ma elegante nel vero senso della parola, chiccoso direi.
L'altro pulito, semplice, essenziale e piccolo, ma carino. Un altro stra-figo e moderno, giovane (troppo giovane forse). E l'ultimo altrettanto semplice essenziale e figo anch'esso.
Le condizioni di lavoro simili: full time, in sede. Uno, il più chic, non aveva orari: quando c'era da lavorare si lavorava, anche di notte se necessario. E a me sembrava di rivedere il mio vecchio lavoro, senza ordine, senza orari e senza giorni (tutti), con la differenza che qui lo stipendio sarebbe uscito, puntuale. Quindi son stata contenta non sia andata (mi sarei sentita in colpa a dire di no a una realtà così importante, ma avrei sentito altrettanti sensi di colpa a abbandonare quella che è la mia vita). Non ero la donna che faceva al caso loro, forse per tanti altri motivi. Comunque spariti, da gran maleducati (considerate che non li avevo cercati io).

Io? io essenzialmente son stata sempre così
...goffa!
Per quanto al primo di questa serie avevo scritto questo post, che mi dava una carica di autostima, dentro e a volte anche fuori ero sempre goffa.
L'inadeguatezza (e quindi la goffaggine da inadeguatezza) è una caratteristica che mi porto sempre insieme, in qualsiasi contesto della vita...SEMPRE! Credo mi accompagnerà fino alla morte, anche se dovessi seguire corsi su "autostima" o "come affrontare un colloquio di lavoro" o "credi in te stesso".

Il telelavoro ha dato una svolta: posso essere chi non sono normalmente perché tanto non mi vede nessuno (finché non mi chiederanno un colloquio via skype, e allora sarà la fine).
Goffa e imbarazzata, ecco come è Gab fuori dal blog, per la strada, davanti alle insegnanti e alle mamme, di fronte a chi conosce poco; goffa con chi ha 10 anni meno di lei o 10 di più.
Che ci posso fare? nulla, credo debba solo accettare con serenità e riderci su, sperando che il prossimo colloquio vada meglio. Intanto affrontiamo questa nuova settimana con un sorriso...goffo :-)