venerdì 26 maggio 2017

il desiderio irrefrenabile di parlare


Dunque, signore mie...vi ringrazio per i complimenti, tanto, credetemi, ma se questi son poi accompagnati da tirate di piedi, allora no! Potete tenerveli per voi.

Tutto questo desiderio di dover dire la vostra sulla gravidanza di un'altra guardate, non lo capisco.
E questo vale per qualsiasi argomento di cui non è richiesto il vostro intervento.
Però capisco che dovete parlare, non ne potete fare a meno.

Allora, per fortuna avete davanti a voi una persona che si lascia scivolare abbastanza quello che dite, che non abbocca come un'allocca, che non varia il suo umore in base alle vostre parole, proprio perché non vi conosce.

Però se mi beccate in un giorno d'ansia, beh, allora il mio stato d'animo prenderà una piega diversa, sappiatelo: mi terrete sulla vostra coscienza. Voi vi sarete liberate dal pensiero, io però con i miei di pensieri, vi perseguiterò, eheheh!

Sapete che se dovesse nascere prima sarete invitate tutte a fare la notte da me, visto che mio marito per motivi di lavoro sarà fuori casa e fuori Italia fino al 4 giugno? Sapete che se dovesse succedere di notte, di dover scappare in ospedale, son sola a casa con un'altra bimba che dorme, e voi sarete obbligate a fare da balia a lei, oltre che ad accompagnarmi al PS? 

Sapete che la data presunta (è presunta, certo) si incastra alla perfezione con tutti quelli che sono i nostri impegni familiari? Voglio credere che se qualcuno ha presunto tale data è perché ci vuole tanto bene, ma tanto tanto, da far conciliare:
- giorni liberi di lui per via del tour momentaneamente sospeso - almeno in quei giorni lì -causa parto di una delle componenti del gruppo (esattamente gli stessi miei giorni...è una casualità provvidenziale questa!)
- termine delle lezioni a scuola
- qualche altro giorno in più da dedicare alla pulizia della casa in vista dell'arrivo della piccola
- giorni più caldi (visto che le sue primissime cose saranno tutte o quasi abbastanza estive).

LO SAPETE QUESTO? Bene, ora che ne siete a conoscenza, STOP  ai vostri pareri non richiesti, soprattutto quando non stiamo parlando, non ci conosciamo, io non vi sto guardando, ma sono assorta nei miei pensieri.

Grazie sin da ora!

lunedì 22 maggio 2017

Riempirsi di bellezza

Io dico che abbiamo bisogno di fare cose belle, di riempirci di bellezza, di sottoporci a "pratiche positive", di respirare aria buona, di contatti stimolanti, di guardare e vedere, assaporare, ascoltare, gustare, toccare, di passeggiare, di pioggia e arcobaleni, di sole e mare, di verde e di giallo. Di nero, rosso. Di luce.

Di cosa? Di tutto ciò che ci fa sentire vivi, che ci fa provare serenità, soprattutto che ci fa sentire al posto giusto. Non parlo di istinti animali: dico che ognuno di noi ha bisogno di riempirsi gli occhi il cuore l'anima di cose che lo fanno star bene. La compagnia di un' amica, una telefonata, una passeggiata , un viaggio, un film, un libro, tanti libri! un corso, il proprio hobby, un giro in bicicletta, il proprio sport preferito...

Come neo associazione, La Puglia racconta (ci trovate qui, oltre che su fb) questo fine settimana ha organizzato il primo evento nelle vesti appunto di associazione culturale. Dopo settimane di fatiche, di compiti, di lavori, di skype-riunioni, di litigi, confronti, sfoghi - ma anche risate - ieri sera s è conclusa la due giorni intensa con il professor Livio Sossi*: la presentazione di una piccola mostra (oltre che di una collana di libri alla quale una di noi ha partecipato attivamente illustrando un racconto) e un workshop con il docente in questione dal titolo Attorno al libro.

entrambe impegnate in un backstage fotografico

il direttivo dell'associazione in pizzeria con Livio Sossi, nostro socio onorario
(e io gonfia...non ditemi più che sto bene, in viso, me'!)

la mia tavola "UpSideDown"



Tanti input, desiderio di rimboccarsi le maniche, di fare cose per sé, oltre che per lavoro, di dedicare tempo al disegno fine a se stesso, per crescere.
Son tornata a casa così, e non ho nemmeno partecipato all'intera giornata, perché ci siamo dati cambio per non stancarci troppo, per non creare confusione in libreria. 

Spero che da questa due giorni tutti quanti abbiano saputo attingere il meglio da fuori e dentro sé. Spero che noi avremo imparato dalle cose non andate perfettamente al meglio, in vista di un prossimo evento a fine giugno.

Spero che possano nascere grandi cose. 
Mi ripropongo di non perdermi più le cose belle della mia città d'ora in poi, compatibilmente a quella che sarà la vita da domani in poi.


Livio Sossi (Trieste, 1951), è professore di Storia e Letteratura per l’Infanzia all’Università di Udine e all’Università del Litorale di Capodistria (Slovenia).
Saggista, esperto di letteratura per l’infanzia, editoria e illustrazione, curatore, consulente scientifico e direttore artistico di mostre e manifestazioni culturali sulla letteratura per l’infanzia e sul mondo dell’illustrazione è presidente o componente di giuria di noti premi di letteratura e illustrazione per l’infanzia.

lunedì 15 maggio 2017

Gab vs Spezzindue

Avete presente la Spezzindue? Il terrore dei bambini? Quella che li prendeva dalle trecce e li faceva roteare fin fuori dalla finestra? Quella che li chiudeva nello strozzatoio, la donna senza femminilità che odiava i bambini perché lei non era mai stata bambina? La donna crudele per eccellenza in Matilde di Roald Dahl? 
Bene, se non ce l'avete presente, leggetevi quel fantastico libro, oppure per velocità guardatevi il film (Matilda, con la a finale). O ancora...venite a trovarmi.
Venite a casa mia, principalmente i pomeriggi o dalle 14,30 circa in poi: troverete una donna incinta e mamma di una settenne, alle prese con i compiti - ancora pochi e facili...e meno male! - di seconda elementare. 
Una settenne che, sarà che avverte già la stanchezza di un anno scolastico, sarà che è abbastanza svogliata ultimamente, fatto sta che mi sta facendo perdere la pazienza quo-ti-dia-na-men-te!
E tu non perderla!
Seeeeeeee! E come si fa?
Voi lo sapete fare? io conto fino a 10, ma nulla...sbotto! stringo i denti allargo la bocca e sbotto.
Non ci riesco.
È una lotta continua quotidiana; il pomeriggio io mi trasformo nella versione "gravida" della Spezzindue. 
Con la differenza che mentre Agata (se non ricordo male era questo il nome attribuitole) incute timore, io urlo urlo e sbatto mani sul tavolo, stringo i denti, mi arrabbio, ma non sortiscongrandinrisultati. Si sa, questi metodi non portano a nulla se non a farti venire l'ulcera. Ieri pomeriggio son stata a un incontro tra genitori e uno psicologo infantile: si parlava della figura del padre. Uno degli argomenti toccati (velocemente purtroppo), è stato che dare punizioni è da fascisti. Magari un giorno tornerò sull'argomento e spiegherò meglio. Era un modo simpatico per dire che sì autorità, ma che esistono modi più efficaci per far capire che l'altro (tuo figlio/a) ha commesso un errore. Quindi le mie punizioni - oltre a non avere risultati - son pure fasciste. Sto sbagliando tutto, sob! 

Ora capisco perché dicono che i secondi figli spesso sono più vivaci, più irrequieti e ingestibili...grazie! se sentono le loro mamme e i loro fratelli e sorelle urlare così, capiscono da subito che la vita va affrontata in questo modo.
Allora bene, siamo a cavallo!
Tra qualche settimana mi ritroverò a scrivere di crisi mie per crisi sue (della nuova lei).

Ma non potrebbe essere che anche io ho bisogno di riposo, di relax e che i miei ormoni stanno subendo stress notevoli in vista di un grande cambiamento? Dai ditemi che è così e che tra un po' ritornerà la normalità (per modo di dire) della sindrome pre-mestruale, con i suoi regolari venti giorni di calma e i suoi atroci picchi di nervosismo. Sindrome che a volte riuscirò a domare altre volte no. Ditemi che è così e non che la mia figlia settenne sta già subendo le trasformazioni che la
Porteranno a essere un'adolescente ribelle...ditemelo!


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venerdì 5 maggio 2017

Una gravidanza da lode

 A questo punto spero che cotanta bravura venga premiata con:
- una bimba tranquilla la notte
- una bimba che, sapendo che la sua mamma non è più una ragazzina, non la faccia strapazzare molto
- una bimba che, sapendo che il papà non c'è molto a casa, sappia essere paziente con la sua mamma
- tanta pazienza da parte mia (perché si sa che questa è inversamente proporzionale all'età)
- felice accettazione da parte della sorella maggiore
- una bimba che non si ammali quanto la sorellona
- una bimba che decida di nascere né prima né dopo, ma al momento giusto
- nessuna depressione post-partum, anche lieve (dai! dai!)

Chiedo molto? Vabbe', è il panico da prestazione; è il fatto che dopo 7 anni hai rimosso molto. C'è da dire che con la prima l'impatto, salvo la novità, non è stato drammatico, per cui no! non sono preparata al peggio :-P

Ma poi - una domanda - da cosa si vede che è una femminuccia? Signora incontrata nel panificio, da cosa se n'è accorta?



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venerdì 31 marzo 2017

Domande che richiedono preparazione


Dopo "da dove escono i bambini" siamo passati a "perché siamo fatti così?" (non è che esiste una puntata di Siamo fatti così ad hoc?). 
Dopodichè mi sa che ci toccherà "come si fanno i bambini?".

Non sono argomenti particolarmente complicati, solo che devi prepararti, per non dire scemenze.
Diciamo che, al ritorno da una giornata di lavoro o in un momento di totale relax - non ricordo in quale punto della giornata si colloca esattamente questa domanda - se non ci stavi pensando, la risposta non ti viene immediata.
E così Francesco, dopo un breve momento di ehmm, bella domanda... ha iniziato il discorso. Non se l'è cavata male, peccato però che lei a un certo punto, quando ha visto che lui la stava tirando per le lunghe, ha deciso che era troppo e che si era stancata.

Il papà l'ha svoltata sulle differenze che caratterizzano ognuno di noi, dicendo che il mondo, se fossimo tutti uguali, sarebbe molto noioso (tante Marta o tanti Pinco Pallino con le stesse caratteristiche psico-fisiche, sai che noia?Hai ragione papà!); argomentava partendo da qui, ma non credo poi sia arrivato a un momento clou.
Non so dire se lei sia soddisfatta della risposta o se tornerà alla carica a breve.
Nel dubbio cerco risposte più convincenti, o comunque alternative alla risposta del papà, o prolungamenti del suo discorso.

Fatto sta che la questione differenze non è male come punto di partenza; da qui il dialogo potrebbe prendere svariate strade. 
La diversità è ricchezza, e su questo non ci piove. Siamo speciali perché nessuno è la copia dell'altro.
Ognuno è unico in sé, con i propri gusti, le proprie peculiarità, i propri gusti.
Imparare dall'altro non è un male, imitarlo ci rende invece poco originali.

Ora però aiutatemi anche voi, perché le bambine hanno la farfallina e i bambini il pisolino? Avete una risposta scientifica?


lunedì 13 marzo 2017

La Barbie è in ognuna di noi?

Il 9 marzo  è stato il suo anniversario. Forse dire compleanno la fa sembrare meno vecchia :-P
58 anni, portati egregiamente.
L'annuncio della festa - alla quale non sono stata invitata...grazie! bel riconoscimento, dopo tutti gli anni trascorsi con te! - mi ha fatto tornare in mente la mia infanzia - banale, vero?
In particolare i pomeriggi passati in casa a inventarsi storie; la gioia di andare a casa dell'amica figlia unica che aveva molte più Barbie di te; le storie inventate; le Barbie che ho avuto.

Dicono essere un modello irraggiungibile; sicuramente dal punto di vista estetico è l'emblema della perfezione. Quante di noi hanno sognato di somigliarle, di avere i suoi lunghi capelli setosi...? io sì.

Una cosa è certa: la Gabriella bambina non sognava di avere tutti i suoi vestiti e le sue super auto di lusso, anche perché la me bambina non possedeva tutti gli accessori della bambola. La mia Barbie, ad esempio, viveva in una rustica casa di compensato, di tre piani, con mansardina e ascensore in cartone, che mio nonno mi aveva costruito interamente con le sue mani, mettendoci anche la carta da parati...era SPETTACOLARE!. Dicevo, quello che invidiavo alla mia Barbie era la sfacciataggine, la sua non-timidezza. Il suo sapersi circondare di tante amiche e essere sempre all'altezza della situazione; il suo avere la parola giusta, il suo non restare mai senza parole.
Il suo essere sicura.




Per il resto la mia Barbie preferita era sportiva, dinamica, lavoratrice. Guidava, si occupava di tutto (casa-studio-figli o sorelle, soprattutto sorelle). Non aveva bisogno di un Ken per andare avanti. Ken c'era, talvolta erano fidanzati. Il Ken era sempre una figura marginale, sempre in minoranza rispetto alle donne. Il Ken di solito lo usava la sorella più piccola.
Barbie andava in vacanza da sola con le amiche, guidava il camper, ogni tanto si tirava a lucido per grandi occasioni. Era acrobatica.
Era una donna serena (ogni tanta era vittima di incidenti d'auto...mia sorella al gioco era alquanto catastrofica :-P ).

Giocando con le Barbie ho trascorso alcuni dei miei momenti più belli. L'inventiva che accompagnava me e le mie a michette era smisurata, come la passione con cui si preparava il gioco, si sistemavano trucco e parrucca, ci si divideva i ruoli, ci si immaginava delle storie ogni giorno diverse.

Nel collage foto quelle che ricordo essere state le mie, anzi le nostre, mia e della seconda sorella, perché l'altra - la terza e ultima sorella - è figlia degli anni '90, e io già non seguivo più le vicende della donna fuxia...a proposito di fuxia e delle sue declinazioni! Nonostante la Mattel la tingesse quasi unicamente di questo colore, giuro che io non l'ho mai amato, anzi! 

Questo post tanto sempliciotto per riflettere sul fatto che le bambine hanno anche i propri gusti, e non sempre vengono influenzate da ciò che il mercato propone. Affascinate dai giochi sì, ma per fortuna grazie alla loro fantasia, possono provare a stravolgere gli schemi anche usando una bambola strafgga e alla moda.

P.S.: già che ci siamo...questi ve li ricordate? sono altri reperti dalla mia memoria (di questi sono sopravvissuti solo il Dolce forno e Giralamoda). Le foto son prese dal web.




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venerdì 3 marzo 2017

post inutile su una giornata come tante


Sono le 8:05 e hai già dato una rassettata alla casa (perché la pupa oggi la accompagna il papà): passato l'aspirapolvere, spolverato, aperte le finestre, lavato il bagno, ordinato la zona lavoro (cucinare? no, a quello ci penserò dopo).

Prima di metterti a lavoro hai una manciata di minuti.


Ok, sei pronta, ti vesti e ti siedi alla scrivania.


Poi non dite che chi lavora da casa è una persona sciatta! Cioè, a volte sì, quando ti assale la pigrizia...come quando esci e indossi la prima cosa che ti capita a tiro, perché non hai voglia di agghindarti da persona seria. Come quando pantaloni comodi e felpa sono i tuoi migliori amici...come quando sai di non dover uscire, sei in casa a lavorare con figlia che non va a scuola, e resti per un (bel) po' in pigiama.
Ma ci sono giorni in cui l'io-donna grida aiuto e tu devi assolutamente prestargli attenzione. Giorni come questi, in cui ricorri addirittura alle make-up artist.
Ehi, ma tutorial su come sistemare capelli corti in crescita esistono?





martedì 21 febbraio 2017

La gravidanza ti fa bella, dicono

La gravidanza ti fa bella (almeno esteriormente). 

Mica me lo ricordavo...beh, dopo 7 anni.

Certo, quando mi rivedo nelle foto tutta 'sta bellezza non la trovo, ma quando mi guardo allo specchio riesco a scorgerne alcuni tratti: pelle più distesa e priva di impurità; capelli meno grassi (che, per una che si li lava abitualmente da 4 a 6 volte alla settimana, beh, è un gran traguardo). Occhi più brillanti.

Allora devo credere a chi, quando ha saputo della mia situazione, mi ha prontamente detto "Lo avevo capito, sai? è bastato guardarti, avevi una luce diversa!".
E poi il seno...quando mai son stata una seconda abbondante? Non sono MAI riuscita a riempire i miei baby reggiseni.
Però, di contro, ci sono gonfiori e protuberanze che non mi stanno convincendo molto. Così ho deciso: ho acquistato un altro costume olimpionico, uno dotato di airbag anteriore e da sabato, salute permettendo, si torna in vasca. Finora la mancanza di divisa e la stanchezza di sottofondo, mi hanno fatto demordere; ma mi son bastate un paio di luci di un camerino, lo specchio sbagliato in camera da letto, accanto alla finestra, il pensiero che dopo giugno potrei andare in spiaggia, potrei scoprirmi un po' di più...e sono corsa - letteralmente - a comprarmi il necessario, un fantastico costume che mi fa sembrare più signora, bassa, con sedere e ginocchia cascanti, ma tanto, in acqua, chissenefrega!                                


Invece quello stato di grazia che dicono esistere durante i 9 mesi, beh...quello questa volta non riesco a trovarlo. Lo stato di grazia è direttamente proporzionale alla tua vita e a quello che fai. Quando non hai figli, hai la possibilità di goderti ogni istante, ogni cambiamenti - almeno così è stato per me la prima volta, nonostante i crucci di un lavoro che cominciava a andar male.
Riesci a prenderti cura del tuo corpo, a pensare all'esserino e a nient'altro, a fantasticare di più su lui/lei, su quello che gli/le servirà. A spalmarti olio di mandorle dolci e creme a ogni doccia. A preparare il corredo per la creaturina.
All'epoca quello che ci occupava le giornate era il pensiero di Marta, e la ricerca di una casa più grande che potesse ospitare questa piccola famiglia.
Questa volta la casa, se pure in fitto, c'è ancora. Un letto per lei anche, così come il passeggino.
Il resto è in via di sviluppo.
L'esserina non dispone ancora di un nome: Marta era Marta sin da prima di scoprirne il sesso. Qui siamo ancora in bilico tra una serie di possibilità, ma nessuna che ci convinca del tutto.
C'è tempo! ci diciamo. Però, mica tanto, sapete?
Così, tra un pensiero e un altro, una commissione, spese da sostenere, scuola, malattie della sorella maggiore, partenze, lavori da portare avanti o inventarsi, casa da pulire...il tempo vola, eccome se vola.
Di natura io posticipo, anche se son presa da attacchi d'ansia (che si manifestano la notte, con i sogni/pensieri.

E' che ora c'è la necessità di stringere la cinghia e non abbandonarsi alla prima cosa carina che si vede in giro; bisogna farsi maggiormente i conti in tasca, scegliere con accuratezza e saggezza, scartare l'inutile, facendo memoria della gravidanza precedente. Pensi di essere più preparata, ma non so se poi sarà vero, alla fine dei mesi.

Intanto nuotiamo, va'! L'acqua ci porterà consiglio (speriamo!).

martedì 7 febbraio 2017

La petulanza, sgradevole come una flatulenza


Ero già petulante; da un po' lo sono fino allo sfinimento.
Comincio la mattina "fai colazione! è tardi! è suonata la campana!".
Continuo a pranzo "Hai finito di mangiare?noi siamo alla frutta! Sbrigati". 
Proseguo "Raccogli da terra! Togli di mezzo le cose che non devi usare! Prendi questa cosa e rimettila a posto! Mettiti le ciabatte! Non stare scalza!".
Fino a sera "Vai a metterti il pigiama! Hai lavato i piedi? Hai lavoro i denti?".
E quando è raffreddata...mamma mia! "Soffia il naso! soffia il naso forte! Devi soffiarti il naso! soffia il naso e poi facciamo questa cosa".

Basta! Non mi sopporto più!

Non è possibile tutto ciò, non si può andare avanti così. Ricordo che io non sopportavo mia mamma quando ripeteva fino allo sfinimento le stesse cose. La situazione è migliorata quando sono andata a vivere da sola. Solo che, 'sta povera creatura ha ancora un po' di anni da vivere con noi.
Allora che si fa?
Alle volte ho provato a contare fino a 10, alle volte faccio da me per evitare di parlare e lasciarla giocare. Alle volte ce la faccio a chiudere un occhio; solo che, quando poi, girando per casa, trovo: giocattoli e gioielli in bagno; cambio abito sparso sul nostro letto e armadio aperto (o ancora robe buttate alla rinfusa per far credere di aver messo a posto, sempre nel nostro armadio); cambio abito in camera sua; stivali per la pioggia, miei, con cui ha giocato, sotto il tavolo della cucina; alto paia di scarpe, mie, in soggiorno, oltre a quelle in camera sua; bambole e copertine, oggetti da pronto soccorso...varie e eventuali in giro, allora io...

...non ci vedo più, e non dalla fame. 
Lei mica si spaventa! Lei sbuffa, come io sbuffavo a 14 anni. Oppure borbotta, o sicuramente penserà qualche bella frase ad effetto.
Io a fine giornata mi sento pesante, molto pesante. Sento di aver reso pesante tutta la casa, il nostro rapporto e il rapporto tra me e lui. Ne sono convinta.
Allora come ci si comporta? Questo proprio lo ignoro. Non capisco quale sia la strada giusta, se ce n'è una sola o se si aprono molteplici possibilità. Cerco un confronto, una parola per non sbagliare - troppo -; non voglio le prediche di mia mamma, non voglio la chiave per non sbagliare mai. Voglio un confronto alla pari sull'educazione dei figli e su come smussare certi lati di se stessi.
Vorrei sapere che lasciar correre non causa danni.
Vi prego, o voi che leggete, scrivete qualcosa. Fatemi sentire meno sola, regalatemi qualche perla di saggezza perché io, in questo momento, ne HO VERAMENTE BISOGNO.


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giovedì 26 gennaio 2017

Avrei voluto

Avrei voluto raccontarvi del mio lavoro da portalettere (figo! l'ho desiderato e è arrivato...al momento sbagliato).
Avrei voluto parlarvi della mia esperienza da insegnate di sostegno (io? dopo la "drammatica" esperienza da flash-professoressa di un anno fa, io, ora con il sostegno??? e fino a giugno?).
Avrei voluto mostrarvi gli schizzi del mio libro.
Invece

Storie di cannibalismo? Cattiveria umana? No, piuttosto lo chiamerei MIRACOLO!
Dopo questa estate, a due mesi da quell'evento, c'è una creaturina di 5 mesi circa dentro di me.

Come sia potuto succedere non lo so... vabbè, la materia non mi è nuova, l'aspetto tecnico della faccenda mi è ben chiaro. E' altrettanto chiaro che non sempre a domanda corrisponde risposta e che l'esito non è uguale per tutti, così come i tempi d'attesa.
Siamo stati in sala d'attesa per un bel po', continuando a occuparci - e a volte preoccuparci - delle questioni della vita, faccende domestiche, lavori, guadagni, spese, crescita, ecc.
Poi un giorno, di punto in bianco, decidi che da quella sala devi uscire e continuare tutto il resto senza sostare lì ('che l'età avanza, c'è tanto altro).

Il miracolo accade.
Perché ora, perché a me? Non lo so.

Come dicevo in questo post, se non ne parli non esiste. Bene, oggi ho voluto mettere da parte i timori e le mille preoccupazioni e raccontare quello che sta accadendo.
Sono sempre sul Chivalà! Forse perché non mi sembra ancora vero, ma è vero, lo giuro!
Forse per quello che è accaduto questa estate, forse perché vorrei avere un monitor privato per sbirciare dentro di me e chiedergli Tutto ok? stai bene?
Però c'è e se tutto andrà bene, ne conosceremo il volto a giugno, a ridosso dei miei 40 anni (sob!).

Intanto l'altra chiama, chiede, c'è, con lei tutto ciò che ne comporta.
Ci sono diecimila pensieri e l'esserino a volte passa in secondo piano.
Quindi, avrei voluto raccontarvi del mio lavoro da portalettere, ma - ahimè - ho superato le selezioni e causa panza non ho potuto accettare.
Avrei voluto narrarvi dell'insegnamento, ma c'era un'altra candidata prima di me, che ha accettato - meglio così!
Però gli schizzi del libro ci sono e con lui ci sono tante altre cose belle e bei progetti che non so se si realizzeranno, ma intanto li sogno :-)
In bocca al lupo!


giovedì 19 gennaio 2017

Le malattie (finte?) dei figli e i film dei genitori



Cosa sarà successo?
Il calore del letto avrà dato vita al miracolo?
Giuro, stanotte si è pure svegliata per il dolore...e quindi?
Se la vedeste ora vi accorgereste di come lei sia in forma.
Per oggi resterà un mistero....


il desiderio irrefrenabile di parlare

Dunque, signore mie...vi ringrazio per i complimenti, tanto, credetemi, ma se questi son poi accompagnati da tirate di piedi, allora no...