lunedì 30 dicembre 2013

post lamentoso e triste

…che poi ci provi anche a trovare il positivo, ma quando stai lì lì per convincerti, arriva la
"batostina". Che sarà mai un 31 sera-notte senza marito? Provi a dirti che è un giorno come un altro, c'è solo più confusione euforia in giro (un giorno che però mi infonde tristezza…ma credo sia solo colpa di come ce lo prospettano, 'sto benedetto ultimo giorno dell'anno). E' una serata come un'altra trascorsa con la pupa e qualche amico, di quelle che capitano spesso. Questa volta (ma non è la prima) non sarà un sabato o domenica qualunque, bensì il 31. Ok, si può fare, è capitato altre volte…dai, alla fine della giornata ti sei quasi convinta che tutto il nero che stavi scorgendo in fondo era un po' grigio tendente al bianco. Ed è allora che ricevi la telefonata "Cara, molto probabilmente lavoro anche l'1"…sdengh!
Provo a analizzare le cause del mio umore: scombussolamento ormonale dovuto alle solite, che comporta nervosismo, cattiva gestione dei sentimenti, delle reazioni. Di conseguenza urla, tristezza, lacrima facile, depressione.
Questa cosa non mi fa sentire meglio, ancor più perché le mie cose sono arrivate, e di solito portano con loro una ventata di ottimismo che spazza via i giorni cupi che le hanno precedute; ma questa volta il negativo è rimasto, a concludere 'sto anno. 
Domani sera per reazione non andrò a cena dalla mia amica, per non imbattermi in famiglie felici e unite. Opto per una cena con pochi qui a casa, 'chè tanto, botti e trasmissioni monotematiche a parte, è un fine mese come un altro, solo che si mangia di più.

Per il nuovo anno vorrei:
Tutto questo non perché sono egoista, ma perché so che così riuscirei a essere migliore con chi mi sta accanto.

Quest'anno finisce così, con una tazza raccogli lacrime, 'chè l'acqua, sotto qualsiasi forma,  non deve mai andar sprecata ;-)




lunedì 16 dicembre 2013

c'è che a volte crescono troppo in fretta

Bambine fashion si nasce, non c'è niente da fare. Non sono i genitori a trasmettere il gene modaiolo, è una storia a parte, la loro.
Piccolo aggiornamento del post precedente! Forse, dico "forse", abbiamo trovato una soluzione per non litigare su "cosa mi metto": la sera, quando è sì stanca, ma più serena e non imbronciata perché vuole restare a letto o non vuole andare a scuola, prepariamo gli abiti per il giorno dopo. Con la relativa freschezza e il buonumore riusciamo a trovare un accordo su cosa va meglio, cosa è pulito, cosa è il caso di indossare, cosa è più idoneo per la scuola. Per ora sembra andar bene. Durerà poco, lo so.

Però, ripensando bene al gene insito in ognuna di noi o nelle piccole donne, probabilmente mi sbaglio…molte non ci nascono, lo diventano, "grazie" anche a noi genitori. E ce li ritroviamo di colpo grandi, anche se hanno ancora pochi anni di vita.


Ho visto questo. Non che non sapessi o immaginassi certe cose, su youtube gira di tutto, per cui già altre volte mi ero imbattuta in visione del genere.
Riflettevo sulla mia responsabilità di genitore, ma anche su quella di TUTTI quelli che ruotano intorno ai bambini, siano essi insegnanti, educatori, istruttori sportivi, nonni, zii, amici.
Marta in casa è abbastanza controllata: tv lei non la guarda quasi per niente, fatta eccezione per i cartoni di rai yo-yo il pomeriggio, per una mezz'ora, al ritorno da scuola (e chi ti becco? l'amica Peppa Pig, logicamente). Tablet per sentire e vedere le sigle dei cartoni solo in nostra presenza (inorridisco al pensiero che scorrendo le immagini da sola, possa imbattersi in qualche bruttura inutile). Forse qualche video-clip innocuo l'ha visto con noi - non quello della ex Hanna Montana, sia chiaro - …eppure ogni tanto si atteggia da ragazza. Non mi riferisco all'abbigliamento, ma ad esempio, a movenze da ballerina più simile a una velina. Diciamo che è da un po' che non succede e ne sono contenta. Insieme, quando capita, cerchiamo di ridicolizzare e caricaturizzare…come si dice? la danza. Così passa.
Le piace truccarsi - qui avrà visto me - e mettersi lo smalto (questo non l'ho mai usato, non mi piace tanto sulle mie mani. mai messo sicuramente da quando è nata lei…però mia mamma m'ha raccontato che anche io, da piccola, avevo una predilezione per smaltino e tacchi…e ora…come mi son ridotta ora? :-)). La scorsa settimana abbiamo fatto un giro in un negozio di giocattoli: in bella mostra c'era il beauty di Barbie, bellissimo, grandissimo, affascinantissimo. "Mamma, vorrei questo per Natale!". Ammetto che per un attimo mi son lasciata tentare, poi ho scacciato subito il pensiero: "Perché lo vuoi regalare? per evitare che tocchi i tuoi trucchi? quindi è solo per interesse. E poi, in ogni caso, non è troppo presto? magari ora ci gioca, poi comincerà a far capricci perché vorrà uscire conciata così"... Ogni età ha i suoi giochi, ogni età è da rispettare. E non mi importa se altri fanno diversamente. Io voglio che si conservi la sua genuinità, la sua infanzia, il più a lungo possibile. Voglio che la crescita sia naturale e non frettolosa (che già mi legge e scrive a 3 anni e 9 mesi). Voglio che a 3-4 anni Marta sia UNA BAMBINA, che si diverta come una bambina. Detto ciò, prometto che:

- non riderò più se si atteggerà da grande, assolutamente no.
- non filmerò più i suoi modi da donna. 
- non mi annoierò con lei nel vedere Peppa Pig…magari le proporrò, come ho fatto finora, alternative culturalmente e creativamente valide (vedi Ponyo e altri film d'animazione)
- smalto ok, ma che resti solo un gioco, un travestimento come quando indossiamo l'abito di Cenerentola. In ogni caso, se si può evitare, meglio.
- Starò attenta anche ai giornali di moda che circolano per casa: se vogliamo sfogliarli, che lo si faccia insieme.
- alle sue richieste di trucco, cercherò di farle vedere come è più divertente disegnare sul volto con i colori per la pelle.

Ancora una volta io, anzi NOI (speriamo che) CE LA CAVIAMO.




sabato 14 dicembre 2013

la moda a 3 anni

opperbacco! Ho una figlia fashion-victim
lo scopro solo ora!

Abbiamo creato una bambina dedita alla moda e…mi chiedo come abbiamo fatto!
Io e il papà non siamo grandi appassionati della materia, a me piace fare shopping, ma ho l'abilità di acquistare sempre le cose sbagliate. Avrei bisogno di un personal-shopper e di qualcuno che mi facesse lezione di stile, che guardasse nel mio armadio e decidesse cosa buttare e cosa no, come accostare i vari capi. Ho maglie che risalgono ai tempi dell'accademia (roba di 13 anni fa).
La moda va avanti, io la seguo con grande calma e arrivo al traguardo dopo molta strada (sempre che si possa dire che esista un traguardo). I capi che si usano quest'anno, io li acquisterò sicuramente nel 2015. Non azzecco sempre i colori giusti per me, e continuo a dimostrare 10 anni in meno semplicemente perché indosso jeans "comodi" e converse, diciamo l'80% delle volte. Il papà della bambina in questione è un uomo in jeans, t-shirt e felpa, praticamente 360 giorni su 365…beh, no, tolta l'estate…lì va di bermuda da skater, t-shirt, scarpe sportive.
Insomma, da dove è uscita? Non rispondetemi…so tecnicamente da dove sia uscita. Mi chiedo piuttosto da chi abbia preso.
E' una fase? non saprei. Per ora so solo che la mini ragazza non ama indossare pantaloni della tuta e scarpe da ginnastica; io mi ostino a acquistare capi comodi, da asilo insomma (considerando che indossa un grembiule lungo fino al polpaccio), lei insiste nel dire che vuole essere elegante. 
La vuoi far felice? falle mettere una gonna e scarpe che abbiano un accenno di tacco (che non ci sia la suola piatta insomma! non parlo di tacchi veri da donna, parlo del leggero scalino che si crea tra tallone e la restante pianta del piede), perché le scarpe devono fare rumore. Ha un occhio attentissimo a tutto ciò che indossano le donne e le sue compagnette di classe; le piacciono brillantini-paillettes e tutto ciò che luccica, fino all'eccesso. Io e lei siamo estreme nel nostro modo di concepire la moda, ci veniamo incontro, ma a fatica.
La fase ingioiellamento è quasi del tutto terminata, ma se io metto un paio di orecchini pendenti le si illumina il viso…è fiera di me, insomma. Vuoi essere sua amica? mostrale il polso ornato da bracciali, magari  con ciondoli, ed è fatta. Diciamo che questi dettagli la colpiscono da sempre; ma le storie per l'abbigliamento, quelle si sono acutizzate da qualche mese. Provo a combattere, a convincerla. Ok, ce la faccio, ma a condizione che, al ritorno da scuola, possa indossare qualcosa che la renda più carina e elegante, perché con la tuta non è bella…ma chi l'ha detto, poi? perché pensa questo? Vorrei un'illuminazione. Nel frattempo con Franc. abbiamo pensato che potremmo comprare una maglietta che vada "contro i nostri gusti", almeno per una volta assecondarla…ma senza esagerare ;-)


martedì 10 dicembre 2013

Illustratori al mercato

Ecco il gruppo che ha partecipato al mercatino di Natale, questo fine settimana, nel cortile di un asilo privato nei pressi di Bari. Un asilo veramente "in gamba", grazie alle donne (da quanto m'è sembrato di capire son quasi tutte donne) che ci lavorano.
Un'esperienza interessante, una sera e una mattina piacevoli nonostante il gelo. Stand, gazebo, banchetti e luci di Natale, caldarroste e mandarini, Babbo Natale che ha incontrato i piccoli visitatori (per favore, non costringete i bambini a farsi le foto con il signorone vestito di rosso…se piangono è perché hanno paura! allontanateli!) e s'è fatto una foto con noi. Mario Biondi e il suo cd di canzoni a tema, ri-arrangiate, e Holy night di Bocelli (ce l'ho in testa). Gente che chiedeva quanto costassero le candele decorative usate per allestire i nostri tavoli, o quanto costasse il mio vassoio ikea…:-)
Hanno comprato, con moderazione, ma comunque hanno acquistato i nostri fantastici "gadget illustrati": io ho recuperato le spese e ora ho ancora materiale da distribuire. La settimana prossima l'appuntamento sarà in un pub barese.
Esperienza veramente carina, dicevo: 9 persone, 8 illustratori (mi ci metto in mezzo anche se il titolo non mi calza a pennello), 1 libraia. 9 teste matte, 8 stili diversissimi, 9 teste abbastanza concordi su determinati argomenti. 9 persone che vogliono ancora mettersi in gioco…e non siamo mica tutti giovani! tra noi c'è gente con figli, anche grandi, ma tutti entusiasti, chi può chi meno, o comunque con la voglia di rimboccarsi le maniche e lavorare. Per fortuna la nostra è una passione su cui puoi contare anche da adulto, se hai volontà e capacità.
Quindi, se ci incontrate fermateci e fateci domande.




giovedì 5 dicembre 2013

piccolissime gioie

Avete mai il cuore in fibrillazione, i battiti accelerati, le farfalle nello stomaco? Io sì, in questo momento mi sento così. E mi basta poco per provare certe sensazioni.
Come quando si è innamorati di una persona, così quando fai qualcosa che ti riempie, qualsiasi cosa. 
Come quando uscivo le prime volte con F., o lo sentivo per telefono, o ricevevo una sua lettera e la mia giornata prendeva una piega diversa (appartengo ai tempi delle lettere su carta, delle cabine telefoniche, del sentirsi tramite telefono fisso, aspettando che si liberasse, cercando di nascondersi in un angoletto insonorizzato della casa, o parlando sotto voce; l'epoca dei pensieri e basta, senza sms, delle musicassette e poi dei cd, ma tante musicassette prima).

corso Cavour - Bari
Vi elenco le cause di tale stato d'animo:
1. una giornata di sole.
2. la stampa delle mie illustrazioni su supporti ordinati on-line.
3. la mia auto di nuovo con me.
4. il pensiero delle cose belle da fare.
5. la non preoccupazione di non avere abbastanza tempo.
6. una stupida collanina acquistata da H&M a meno di 5 euro.

Stamattina camminavo per strada e mi godevo i raggi e la vista del mare, azzurro e agitato, a due isolati da me. Ne sentivo il profumo. Mi piace; quando guardo la mia città e la vedo bella, mi balza subito alla mente una canzone di Pino Daniele, questa (forse l'ho già scritto altre volte). La mia città…ho sognato tante volte di andar via, per gusto di novità, per situazioni da cui volevo fuggire (una volta ci son stata vicinissima dal farlo). Poi guardo il lungomare e mi ritrovo innamorata di questo posto che ha pure così tante cose che non funzionano. Vorrei che fosse più a dimensione di…tutto. Di famiglie, bambini, giovani. Più opportunità…ma queste le sognano molti, in Italia, per lo meno.


Serenità a cui si aggiunge la gioia di vedere stampati i propri lavori. Li guardi e pensi che son belli - prima che l'autocritica si affacci prepotentemente nella tua testolina.

Con il solito gruppo di illustratori baresi, anzi, con un gruppetto di loro, questo fine settimana parteciperemo a un mercatino. Ecco qui la locandina, realizzata da Amelia, una di noi:

Abbiamo preparato un po' di materiale da vendere: riflettevo sul fatto che a 36 anni partecipo attivamente e per la prima volta a un mercatino. Bugia che ogni lasciata è persa :-P!
Guardavo gli oggetti e pensavo "sono una figata!" Scusate l'espressione poco felice, ma rendeva bene il mio pensiero…Sono veramente carucci, i miei, così come tutti gli altri…ci
parte del mio materiale
pensavo già qualche giorno fa, guardando l'immagine sul sito da cui li abbiamo ordinati (tu mandi tue foto o immagini e loro te le stampano su supporti che scegli: calamite, spille, cover, adesivi, specchietti…). Un tesoro tra le mani, per molti di noi un tesoro nelle mani. L'ho detto più volte, mi sento "in formazione", sento che, anche se grandicella, devo studiare ancora e crescere in questo settore; ma ringrazio per…come chiamarlo…questa capacità di saper usare una matita, ecco! La mia fortuna in momenti di sventura, il mio sfogo e la mia soddisfazione. Approposito! ieri la maestra di Marta m'ha fatto vedere alcuni suoi lavori. Quella furbetta…è brava! solo un po' pigra, soprattutto a casa. Sfogliavo i suoi disegni e mi commuovevo (mamma mia! ora sto esagerando…sarà l'età che porta "l'occhio lucido"); ero felice anche lì, in quell'aula, parlando con le maestre e intrattenendo piccole conversazioni, per la prima volta, con gli altri genitori.

E poi, dulcis in fundo, la mia auto! dopo sei mesi è tornata da me, anzi sono andata a
riprendermela: scattante, come se non fosse mai stata ferma.                             

Io e F. abbiamo visto che tutto sommato si poteva affrontare questa spesa (essenzialmente l'assicurazione), fermo restando che vorremmo non abusare del mezzo, facendo finta, a volte, che non ci sia, in modo da non adagiarsi sulle quattro ruote, ma continuare ad usare anche le due gambe, ove possibile. Vedremo come andrà, strada facendo vi riferirò.

Piccole gioie, dicevo all'inizio, sciocchezze che per un attimo ti donano serenità. E' la capacità di emozionarsi per poco, che ci fa ricordare che non tutto è nero, che non servono grandi conquiste per essere felici, che è bello sorridere anche per banalità. Ti fa sentire il cuore pieno e sei più propensa a sorridere anche agli altri. la felicità a volte l'abbiamo davanti, dobbiamo soltanto spolverare i nostri occhi.



il desiderio irrefrenabile di parlare

Dunque, signore mie...vi ringrazio per i complimenti, tanto, credetemi, ma se questi son poi accompagnati da tirate di piedi, allora no...