sabato 27 dicembre 2014

27 dicembre. Auguri!

video

Auguri speciali...con valore illimitato.
Un piccolo contributo video: il testo e la musica sono di un mio amico, Francesco Cioffi. Il disegno e la mano sono miei ;-)

martedì 16 dicembre 2014

Insicurezze


La paura blocca.
La paura di credere di non potercela fare blocca.
Il panico da foglio bianco, l'idea che qualcuno sia lì ad aspettarsi tanto da te.
La sensazione di incapacità. Il timore di non avere un'idea giusta.
Il timore di non piacere.

Basterebbe fermarsi, allontanarsi se manca l'ispirazione, pensare che non lo fai per gli altri, ma in primo luogo lo fai per te (e di riflesso anche per gli altri, o il contrario...fatto sta che in ogni caso lo fai anche per te). Basterebbe solo "amare" quello che si sta facedo in quel momento e farlo come la cosa più bella del mondo.
Basterebbe non pensare, o basterebbe pensare positivo.

Basterebbe un bel corso d'autostima, ecco!
Leggo una mail, non capisco cosa mi chiede il committente, entro nel panico. E se faccio una schifezza? se non centro l'obiettivo? se mi dice che non gli piace?
L'ultima domanda è quella meno preoccupante, perché spesso un'altra possibilità c'è.
Nel caso in cui non ci dovesse essere, ti sarai messo in gioco.

Il timore di essere giudicata (male). Mi blocca.

Da circa due settimane è cominciata una nuova. Una collaborazione che mi fa mettere in gioco ogni giorno, che ha scadenze ravvicinate e che non mi da' troppo tempo per fermare a pensare "AIUTO!". Eppure riesco lo stesso a entrare nel pallone: quei 5 minuti di vuoto e di nulla, da quando apro la mail fino a quando capisco cosa devo fare. 
Non è incapacità.
Devo solo lanciarmi con professionalità e puntare a dare il meglio, applicandomi perché quel meglio faccia sempre un passetto in più, perché non si arriva mai al top.
Ma...esiste la colazione dei campioni, che non ti fermare a rimuginare sui tuoi limiti e ti fa partire con grinta? Esiste?


venerdì 12 dicembre 2014

Post corredato di foto

Ultimamente (cit.Cecilia, eheh!) non sto degnando di attenzioni questo blog, raramente riesco a leggere i post delle mie blogger preferite; quando ci riesco, non commento per mancanza di tempo. Eppure sto trascorrendo molte ore al computer. Troppe.

Credo che la vista ne stia risentendo, così come i miei occhiali, perché a furia di indossarli-toglierli-pulirli-indossarli -toglierli stanno cominciando a perdere colpi.
Non è però il momento giusto per affrontare una spesa seria, per cui (vi prego!vi prego!vi prego!) resistete!

In compenso sto disegnando tanto, per lavoro e passione. Una casa editrice che dopo due mesi si è rifatta viva, una nuova e un'altra.
Tavole da preparare per mostre e eventi, e preparazione materiale da vendere.

Con il gruppo di illustratori e scrittori pugliesi, "La Puglia racconta", siamo presenti presso la libreria coop di Eataly, presso un negozio di giocattoli e ora anche in una libreria per ragazzi (qui solo un mini-gruppetto).




Come dico sempre - sono proprio come quello che prendevo in giro di mia mamma: ripeto sempre le stesse cose - sono fantastiche occasioni di crescita: sei "costretta" a disegnare, a metterti in gioco, a confrontarti con altri veramente, ma veramente bravi. Sono esercizi che mi stanno aiutando a fare piccoli passi in avanti.
Non riesco a star dietro a tutte le iniziative, ma quando posso, mi ci infilo, eheh! E poi abbiamo grandi progetti :-)

Nel caos delle giornate siamo stati anche a Reggio Emilia, io Franc Marta e un nostro amico, tutti a casa della mia testimonial. Devo dire che 'sta città mi è piaciuta abbastanza (a differenza delle altre volte). Marta, unica nana tra quattro adulti, si è molto divertita.







 Ultima cosa! L'amico non è il fratello di Franc.



mercoledì 3 dicembre 2014

la ricetta del mese. 1950

Come ogni inizio del mese, eccomi con le ricette (degli altri) abbinate a un'immagine.
Siamo negli anni '50. 
Vagando su internet ho recuperato questo menù risalente al 1953


Il sito di riferimento è bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it e a questo link il post a cui faccio riferimento.

Ho cercato la ricetta dei cappelletti...sì, i cappelletti reggiani. Reggio (nell') Emilia non mi appartiene come tradizione, se non fosse che ci abita la mia testimone di nozze, dalla quale andremo tra un paio di giorni (olè! un viaggio! sto esultando troppo? qualche catastrofe sanitaria si abbatterà sulla nostra famiglia? vi saprò dire a breve).

Non mi dilungherò con l'esplicitazione della ricetta, c'è chi lo sa fare meglio di me; io proverò a rifarla - ah, se Francesco leggesse! da quando ho cominciato con questi post non ho cucinato una sola delle ricette proposte.
In ogni caso andate a leggere qui e qui, e se ne avete altre, scrivetemele :-)

Illustrazioni? ecco qui, due mie tavole in mostra e in vendita in una libreria della mia città, e a breve sul mio e-shop. Anzi, se volete dare un'occhiata, sono su alittlemarket.




Buon appetito! 

giovedì 20 novembre 2014

Con questo post promuovo il mio lavoro

Un post pubblicitario :-P
Se avete abitudine di realizzare il Calendario dell'Avvento e non avete idee, andate su questa pagina: potete scaricarlo, stamparlo, comporto. Per quanto riguarda il "riempimento", a quello dovete provvedere voi (io sono ancora in alto mare...ma mancano 10 giorni all'inizio di dicembre, giusto?). Ah dimenticavo! il calendario in questione sulla pagina di Donna moderna, sezione Bambino, è opera mia :-)
Buona giornata!

giovedì 13 novembre 2014

I parrucchieri la sanno lunga


Quante volte l'ho detto? L'ho scritto qui, qui e qui.
Ci vado raramente, quando proprio ci voglio dare un taglio. Ci vado da 22 anni (caspita! ma vi assicuro che se tutte le clienti fossero come me non avrebbe fatto strada. Io mai un colore, solo taglio e piega, se pure, perché mi piace quando li asciuga al naturale).
Ci sono tornata martedì, per una nuova pettinatura: decisamente più corti!
E ogni volta…wow…un'ora e più di relax. Tisana, massaggio al cuoio capelluto e questa volta anche un massaggio gratuito collo e spalle con pietre laviche.

Che ve lo dico a fare: mi sarei fatta tagliare a zero i capelli pur di restare un atro po' chiusa là dentro.


venerdì 7 novembre 2014

Il tempo della tosse



Sulla tosse mi sto documentando e istruendo: non conoscevo tutte le sue possibili varianti, i suoi diversi suoni, le cause, i rimedi naturali e non. Da quando c'è Marta le mie  principali ricerche sul web riguardano: "rimedi per la tosse", "tosse stizzosa, cause", "perché tossisce" "tossire sempre allo stesso orario".
Sono preparata, se mi interrogate. Ma non chiedetemi se sono rassegnata o pronta all'azione. Non lo sono.

Un colpo di tosse mi fa sussultare, piangere, bestemmiare.

Un colpo di tosse mi manda in tilt. Un colpo di tosse mi fa presagire il peggio (e quasi sempre ci azzecco). 

Stanotte riflettevo sul fatto che la tosse ha un ritmo, oltre che un suono. Nella veglia ho iniziato a contare quanti secondi passavano tra un attacco e l'altro, quanti tra i vari colpi. 
La sua tosse ha un tempo, molto vicino a quello musicale, ma con pause più o meno lunghe. Generalmente quattro tempi fatti da due colpi di tosse attaccati: cofcof-cofcof-cofcof-cofcof. Se invece il colpo è uno, va così: cof-cof-cof-cof-cof (che termina di solito con uno pseudo rigurgito).*
Se riesco ci scrivo una canzone, o compongo un pezzo fatto solo di rumori (alla maniera futurista).

Questo per sdrammatizzare la nottata trascorsa, che ci ha viste, protagoniste di incontri in bagno, veglie accanto al lettino, visite in camera da letto, tentate incursioni nel lettone, pipì e paure dettate dal rumore del vento.
Una notte movimentata, arrivata dopo una giornata alquanto scombussolante, dove non sono mancate liti, arrabbiature, grida, pianti, brutte parole (il cortisone la rende irritabile e…irritante).
Una notte rumorosa, molto rumorosa. Mi chiedo solo come mai lui non abbia sentito nulla e abbia continuato a dormire…bah!


*Comunque, ad inaugurare la brutta stagione, è arrivato nuovamente lui, l'antibiotico. In ogni caso stiamo indagando su queste fossi, e ci siamo regalate una mattinata al reparto di igiene, per un tampone.


lunedì 3 novembre 2014

Ricette, puntata 2. Quei magnifici anni 70





Sono figlia della fine degli anni '70. Di quel periodo non ricordo alcun tipo di piatto. Ho rovistato tra gli archivi di famiglia e oltre a recuperare queste foto tratte da "un matrimonio all'italiana" - nella seconda immagine, mia mamma e mio nonno - ho ripercorso un po' velocemente i menù di quel periodo.
In rete ci sono molti link interessanti che rimandano a quegli anni, raccontando come ci sia stata, in Italia, una ventata americana, una proliferazione di cibi surgelati, panna, gelati colorati, lavastoviglie e ricette dal gusto non particolarmente raffinato.
Qui potrete leggere qualcosa e recuperare la ricetta del "cocktail di scampi"- che credo a casa mia non si sia mai preparato.

sempre mamma, con papà, il giorno del loro matrimonio. All'epoca si
usava cambiare abito dopo la torta e prima della consegna delle bomboniere.
Nella foto originale entrambi sono in bianco…:-|
La ricetta che voglio porre alla vostra attenzione è quella dell'insalata russa*.

Da che io ricordi, a casa mia non è mai mancata ( e tutt'oggi continua a imperare sulla tavola. E' il piatto cult di mia nonna materna): l'insalata russa è una certezza, così come l'insalata di rinforzo, a Natale, nella famiglia di mio marito.
Non passa Pasqua che non ci sia: un piatto sulla tavola e due porzioni leggermente più piccole per me e per mia sorella, da portar via e consumare "privatamente". Forse con il passare degli anni la ricetta si è un po' semplificata…prima la maionese era fatta in casa e le verdure non erano quella da barattolo, ma sapete, la nonna ora ha 88 anni e non più la freschezza di una volta. 
Insomma, la moda cambia, l'insalata russa resta. Decorata e presentata come trent'anni a questa parte.

A voi la ricetta, recuperata sul web (il link con la preparazione qui, su scattidigusto.it):


Insalata Russa

Ingredienti
6 patate di Avezzano
5 carote
120 g di cetrioli sottaceto (possibilmente fatti in casa)
200 g di piselli
80 g di olive nere in salamoia tagliate a rondelle
50 g di capperi in salamoia delle isole Tremiti
Per la maionese
5 tuorli di uova dell’azienda bio Melampo
sale q.b.
1 cucchiaio di succo di limone
500 ml olio extravergine di oliva ( pochissimo alla volta mentre si monta la maionese)
Preparazione
Pulisci le verdure, tagliale a dadini e lessale in acqua bollente salata. Cuoci i piselli e le uova che devono rassodarsi. Usa per ogni ingrediente un recipiente diverso
Scola le verdure e lasciale raffreddare. Sguscia le uova e conservale.
Mescola tutti gli ingredienti, tranne le uova, e aggiungi i sottaceti. Aggiungi anche i 2/3 della maionese e mescola.
Metti tutto su di un piatto da portata e ricopri con la maionese rimasta. Guarnisci con le uova.


* Wikipedia ci dice: <<Creata intorno al 1860 da Lucien Olivier nelle cucine del ristorante Hermitage di MoscaLucien Olivier propose effettivamente in quegli anni numerose insalate che si rifacevano alla tradizione russa, ma queste comprendevano anche della carne fredda, lingua fredda, salsicciaprosciuttotartufo, erano decorate con capperi e filetti d'acciughe sotto sale, dissalate e passate nell'olio e in qualche caso il tutto veniva unito con dell'aspic. Questa è un antipasto di base nei pranzi festivi russi, soprattutto tra Natale e capodanno, accompagnata da champagne locale e mandarini del Marocco. Anche se le scarsità di generi disponibili sui mercati del periodo sono oramai superate, con la possibilità di acquistare anche prodotti più esotici, questo piatto è ancora uno dei favoriti in Russia: è molto amato anche nel vicino Iran, dove il maiale, sotto forma di prosciutto o salsiccia, viene sostituito dal pollo[senza fonte]Altre fonti riportano che il piatto sarebbe stato portato da Bona Sforza in Polonia, da dove il piatto avrebbe subito modifiche e sarebbe poi ritornato in Italia con il nome di Insalata russa.

venerdì 24 ottobre 2014

rivalutiamo i piccoli negozi in città

Parto da qui: qualche giorno fa con Franc.abbiamo pensato che dovremmo (tutti, cominciando da noi) far vivere i piccoli punti commerciali del nostro quartiere (o meglio, ognuno dei propri rioni).
Fermo restando che capiterà di fare spese grandi all'IPERCOOP (il nostro centro commerciale di riferimento), vogliamo puntare a far vivere i piccoli negozi che ci sono sotto casa. E sotto casa, così come in tutto il nostro quartiere, ne esistono di tutti i tipi.
Non sono un'amante delle scorte, perché va sempre a finire di buttare qualcosa rimasta in frigo e dimenticata, o perché, essendo in tre, e molto spesso in due a mangiare a casa, tanto cibo non serve, veramente.
Piuttosto che cestinare, compriamo quel po' che ci serve, nel momento in cui serve. Unica eccezione per la frutta, ma anche lì, senza esagerare.
I servizi offerti da quartiere ce lo permettono: qui c'è veramente tutto.

Tema: Il quartiere in cui abito

Svolgimento: 
Il quartiere in cui abito è uno dei più belli della mia città. Costeggia tutto il lungomare sud. Sì, d'inverno è esposto ai venti come non mai, ma vuoi mettere la soddisfazione di uscire di casa e vedere questa grande distesa blu, a volte quieta, a volte arrabbiata? E' una vista speciale, ve l'assicuro, che mette in pace l'anima.
E' un quartiere storico, nato alla fine dell'Ottocento. Presenta numerosi edifici stile Liberty, tra cui un teatro storico (attualmente chiuso per…chi me lo sa dire? se non erro non aveva impianti a norma. Ora, non so proprio se stiano provvedendo alla ristrutturazione…secondo me ne passerà di tempo, a meno che…per le prossime regionali…chissà!). Vanta edifici spettacolari, tra cui il palazzo dell'Acquedotto, o un altro storico teatro ritornato in auge da qualche anno.
A contrastare l'eleganza ornamentale di certe case e strutture, nel periodo fascista sorsero imponenti palazzi pubblici, in stile rigido e autoritario, palazzi che costituiscono una concreta testimonianza dell'architettura di quel tempo. Alcuni di questi andarono a fare da barriera tra il mare e la zona popolare del quartiere; arrivando, dal mare, li vedi in tutta la loro "potenza" e imponenza. 
Anche la scuola attualmente frequentata da mia figlia ti rimanda in automatico a quel periodo (provate a indovinare come si chiama?).

E' un quartiere particolarmente caro agli intellettuali chic, al popolo, agli stranieri: c'è, credo, una delle massime concentrazioni di etnie dell'intera città. Si passa attraverso tutti i livelli sociali, sei a contatto con una larga e diversificata fetta di popolazione barese e non, e questo mi piace molto.

Offre qualsiasi tipo di servizio: scuole - materne, elementari, medie, superiori, private, statali e comunali -, chiesa (una delle più belle della città). Minimarket, macellerie, pollerie, pescherie, salumerie, edicole di giornali, pasticcerie, cup-cakes specializzati, negozi di detersivi, profumerie, mercerie, giocattoli. Cerchi un orologiaio? qui c'è! Cerchi un ottico? Lo trovi. Barbiere - o sala da barba - parrucchiere, negozio per animali - con annesso lavaggio -, farmacie e parafarmacia? C'è tutto. Persino le onoranze funebri (direttamente di fronte alla parrocchia, tutto a portata di mano). Il negozio che vende materiale elettrico, ferramente, fruttivendoli, cartoleria. E poi gli ormai diffusi negozi di cinesi, piccoli market arabi. Un servizio di stampe su magliette e gadget, elettrauto, carrozziere, meccanico. Agenzie immobiliari. Calzolaio, officina che ripara biciclette, gommista. Gli uffici della Rai, della Regione. Inps e Inpdap. Arpa. Libreria indipendente, corniciaio, vendita dvd a cura di un mauritiano. Negoio di presepi (aperto tutto l'anno! Per me è stata una scoperta sensazionale. Ho scoperto che il negozio è lì da vent'anni e campa alla grande! mica son tutti come me! c'è chi si dedica anima e cuore al presepe, durante tutti i mesi). Negozi di abbigliamento per grandi e piccini. Parchetti, chioschi dei panini, locali vari, enoteche, un pub irlandese e un alto, poco distante, che ha delle fantastiche birre. Erboristeria, fiorai, caserme, bar…ho dimenticato sicuramente qualcosa.

Le strade sono animate sempre, non rischi di restare da solo d'estate o durante le feste; non tutti abbandonano gli appartamenti per andare in vacanza. Puoi circolare fino a tardi e non sei solo.
In ultimo, la soddisfazione di entrare in un negozio e di chiacchierare con il proprietario, di instaurare rapporti con i commercianti, di sapersi a casa e salutare chiunque mentre cammini per strada, non è da sottovalutare.
Il quartiere in cui abito è anche il quartiere che vivo.

mercoledì 15 ottobre 2014

decluttering



Perché il decluttering non è affatto facile, altrimenti non avrei accumulato tanto materiale.
Certo, a volte c'è di mezzo una buona componente di pigrizia, che ti spinge a accantonare piuttosto che gettare; ma è anche e soprattutto attaccamento, il mio. Non siamo ai livelli di "sepolti in casa". Per fortuna periodicamente vivo la fase "elimina!elimina!elimina!" e "devi far spazio al nuovo", altrimenti…

Però non c'è bisogno solo di buttare, si può anche regalare per far spazio (aggiungerei, per far spazio al nuovo), o addirittura vendere!
E qui casca l'asino: tutti conosciamo la Caritas, le cooperative che raccolgono indumenti usati, come qui da noi  Equanima, che raccoglie per distribuire gratuitamente ai poveri, ma che eventualmente vende anche a chi desidera acquistare; il baratto tra amiche. Ancora, ebay, subito.it, le varie pagine facebook "te lo regalo se te lo vieni a prendere". Perché liberarsi di qualcosa e guadagnarci non è una cattiva idea.

Ultimamente ho scoperto DEPOP, il tuo piccolo negozio in tasca, come recita la homepage: ti registri, scatti una foto, vendi il tuo articolo….semplicissimo e immediato. Puoi trovare ciò che ti interessa, grazie al suo motore di ricerca, seguire i venditori che più ti piacciono (o seguire tutti quelli che ti capitano a tiro, altrimenti non mi spiegherei come mai ho così -relativamente- tanti follower pur avendo un solo articolo in vetrina).
Mi sembra di un livello leggermente più alto rispetto a ebay: qui si tende a liberare il proprio guardaroba - ma ci trovi anche oggetti d'arredamento, giochi, biciclette - e finora ho notato per lo più roba di qualità. Lo trovo più raffinato di un normale sito di vendite dell'usato.
Quando l'ho scoperto ho esultato "Finalmente mi potrò liberare di tutto il superfluo, di tutte quelle scarpe che non ho mai indossato", di quegli abiti che riposano nel mio armadio, e ci guadagnerò anche!".
ILLUSA.
Nella mia vetrina, dicevo, c'è ancora un solo paio di scarpe.

Separarsi non è facile, per me. Penso sempre "E se mi servisse? e se nel momento in cui dovesse servirmi io l'avrò dato via? Sarò costretta a ricomprarlo…allora sai che ti dico? me lo tengo ancora un po'…un'altra stagione e poi basta, lo giuro!". Ho conservato per questo motivo un paio di camper usate poco più di due volte, una gonna, un paio di pantaloni che risalgono al 1999, canotte estive, un cappotto un po' largo per me, un paio di pantaloni neri classici perché quelli, si sa, sono un capo basic da tenere nel proprio armadio. Una camicia bianca, basic pure quella, che però non indosso da circa 9 anni…Insomma, non ce la faccio proprio. Pensavo che con i soldi di mezzo sarebbe stato più facile. No. Ci vuole volontà e basta, nessuna carotina renderà più indolore il distacco.
Per fortuna la volontà a volte arriva (con l'esasperazione).
Nel frattempo continuo a spulciare Depop; vuoi che non esca qualcosa che attiri la mia attenzione tanto da decidere di mettere in vendita l'intera casa?



venerdì 10 ottobre 2014

Creatività, carezze e idee


Capita a tutti di essere nella massima creatività sempre quando non avreste tempo da dedicarle? Capita, vero?
Per me è sempre così: quando lavoravo in cooperativa raggiungevo alti livelli di estro, che spesso restava soffocato per mancanza di tempo. Mi sentivo molto ispirata, quasi sempre, quasi ogni giorno. In periodi di calma, zero totale. Prima delle vacanze mi dicevo "Da lunedì comincerò quel progetto, e poi quello, e quell'altro". Finivano le vacanze e non avevo concluso nulla. Nel pieno del lavoro mi sentivo molto più operativa. 

Così in questi giorni…parlavo di "carezze" un paio di post indietro: le famose carezze, non i contentini, ma quelle carezze concrete che arrivano nei momenti di magra. La telefonata giusta al momento giusto, fatta da un committente che non sentivi da un anno e che si ricorda di te e della promessa fatta che avreste collaborato ancora insieme. O la famosa richiesta di un preventivo.
Insomma, sono giorni in cui non potrei dedicarmi ad altro se non a questa nuova commissione e alla famiglia - casa compresa -, ma in cui realmente ho un'energia e una quantità di idee che circolano nella mia testa e nella mia pancia. Comincio il lavoro, mi alzo e vado a sedermi all'altro tavolo su cui ho lasciato caos e materiale per un altro lavoro. Poi interrompo e corro al computer, e poi chiudo gli occhi e penso, poi disegno solo e soltanto per me, ma disegnando solo e soltanto per me nascono nuove idee. Poi parlo al telefono con "colleghi" di passione e progettiamo eventi, mostre, laboratori…

Insomma, la creatività, per vivere, va alimentata. Nei periodi di noia viene soggiogata dalla noia stessa. Stanotte per i pensieri non riuscivo a dormire; ad un certo punto mi sarei alzata e avrei preso carta e penna (se non fosse che la nana mi ha chiesto di andare con lei nel lettino, per compagnia…e poi mi sono addormentata anche io). 
Capita anche a voi, vero?



martedì 7 ottobre 2014

Ricette. Al via la prima puntata

E' da un po' che sono alla ricerca di immagini d'epoca, in particolare degli anni '20. Questo è il secondo esperimento (l'immagine è ripresa da una locandina trovata in rete, a cui ho apportato piccole modifiche). Trovo molto graziosi tutti gli abiti che vanno dal '20 al '50, e ho deciso di ridisegnarli con il mio stile. 

Da questa mattinata in giro per il web è nata la prima puntata di una rubrica del blog, che tratterà di cucina, ma a modo mio, visto che non è una materia di cui ho piena padronanza: ho deciso di attingere a ricette altrui (di parenti, amici, o di siti specifici, come in questo caso) accostandole a immagini tipiche degli anni a cui la ricetta fa riferimento.

Come prima puntata, la ricetta della Waldorf Salad, trovata su questo sito, in cui si racconta che era un piatto tipico di quegli anni - nato alla fine dell'800 appositamente per l'albergo Waldorf-Astoria di New York.
Non l'ho ancora sperimentata, ma datemi il tempo di recuperare tutti gli ingredienti e vi saprò dire se è veramente gustosa così come appare nelle foto reperite in rete.

Intanto, se volete, potete provarla seguendo le indicazioni di giallo zafferano ;-)

giovedì 2 ottobre 2014

parliamo di lavoro?


Questo è quello che succede ogni mattina da qualche giorno. Mi sveglio, faccio colazione, sveglio la nana, la vesto, la lavo, le lavo il naso, le preparo la colazione, la accompagno a scuola e…torno a casa, mi siedo davanti al computer dopo aver velocemente e senza impegno sistemato la casa - o per lo meno la stanza dove trascorrerò un po' di ore -, controllo la posta.
Leggo le mail, rispondo o cestino, guardo le offerte di lavoro. Come molte persone in cerca di occupazione, guardo molte offerte di lavoro; e mi dispero. Anche volendo cercare qualcosa che si allontana da quello che so fare e in cui sono formata (machennesò, mi riferisco anche a lavoro come commessa), mi sento inadeguata per mancanza di esperienza e per età.
Comunque cerco, ogni giorno, in vari momenti della giornata.
Nel frattempo disegno e produco, lavoro a belle cose, a volte gratuitamente a volte no (ultimamente ho condotto due laboratori per bambini all'interno di un festival di letteratura per l'infanzia, in compagnia di un altra illustratrice, e ho venduto un po' di materiale illustrato).
Ancora, nel frattempo ricevo telefonate che per me sono "carezze", segnali che non devo abbandonare totalmente questa strada: un preventivo per una illustrazione; una telefonata da una casa editrice; un'altra casa editrice da cui attendo risposta, dopo che mi hanno contattata e mi hanno fatto fare una prova; una telefonata con la quale mi chiedevano di seguire la gestione di un sito; e poi donne entusiaste dei miei nuovi bijou autoprodotti che mi spingono a mettermi all'opera; e un progetto nel cassetto). 
L'idea di stare in casa senza far nulla di manda in pezzi. Non ce la posso fare, non riesco a dedicarmi alla gestione della casa, soltanto. Ora proprio non ce la faccio. Ora vorrei un lavoro, oltre a tutte queste cose belle, che porti soldi, un po' più di soldi, una certezza mensile, per far fronte a essenze familiari. perché in famiglia basta un free-lance (e per fortuna all'altro le cose non vanno male).

Sono disperata, sì, ma lontana dalla fighezza delle disperate housewife
Forse un po' di autostima mi aiuterebbe per sentirmi meno sfogata.
E' solo una fase, lo so, poi ritornerò a amare quello che faccio sempre e, sì, vabbe', quel desiderio di liquidità probabilmente non svanirà del tutto. Come resterà sempre il pinco da "aiuto, non ce la possiamo fare". Quelle carezze, però, son sicura arriveranno sempre, sotto mille forme.

lunedì 22 settembre 2014

Mariti e lontananze


Vi elencherò i lati positivi e non di un marito che lavora spesso fuori città (e anche nazione).
Caso nostro, lui negli USA da quasi due settimane, per un tour, io e lei in città.

PRO:
- cucini di meno
- ti ingegni meno in cucina e tu puoi arrangiarti (ma per lei no, vale il pranzo serio…in ogni caso puoi cucinare sporcando un pentolino e una piccola padella)
- meno capelli in bagno; se tuo marito ha la fortuna di avere una folta chioma in testa, per cui "no calvizie" per lui da qui a almeno venti anni, nonostante ne perda di capelli come tutti e quotidianamente, converrai con me che la quantità di peli in bagno sarà dimezzata (e ci troverai solo i tuoi e quelli di tua figlia)
- più ordine in camera da letto (e non una valigia sempre pronta per ogni eventuale partenza, anche da qui a venti giorni… :-| )
- serate di ozio o di tempo per te a disegnare o a scrivere post come questo, dopo aver messo a nanna la nana
- dormi stravaccata, senza improvvisare pose garbate

CONTRO
- nessun altro su cui sfogare i tuoi scatti di ira
- solitudine notturna
- in fondo quel disordine ti piace, dai!
- nessuno che cucini al tuo posto
- nessuno che abbia idee per il pranzo o la cena
- nessuno con cui fermarsi a parlare la sera

…Ho banalizzato un po', lo so…una nota positiva è l'ozio serale, indubbiamente, ma è anche vero che quando è troppo, un po' stanca.
In ogni caso si affronta tutto, e questa libertà coniugale impari a gestirla al meglio; ti aiuta a affrontare i momenti difficili, a rimboccarti le maniche, a non appoggiarti a nessuno. 

Spero di non far pena alle mie amiche, quelle che il marito ce l'hanno sempre accanto, che conducono vite regolari. Spero di essere la moglie con il sorriso sulle labbra, attiva, che a volte è incavolata e triste, sì, o forse un po' nostalgica verso quella routine che però in fondo non ha mai provato concretamente, perché la sua routine è questa, diversa da molti.

Però vabbe', dai Fra, torna, eh? 
Intanto io vado a dormire…'notte!


  

venerdì 19 settembre 2014

La sindrome pre, quella ingrata



Sul serio…non le ho provate tutte perché non so bene cosa provare. Anzi, una cosa la sto provando: il MAGNESIO. Ho letto su più siti che aiuta, ma non so se si riferiscono ai sintomi fisici. Quelli io non li ho, i dolori son spariti subito dopo il parto, ma tutto il resto…amplificato! In particolare l'IRRITABILITÀ'. Quella raggiunge i massimi valori, e non scherzo. Divento aggressiva, poi sono facile alla commozione, verso lacrime per cavolate belle e brutte. L'irritabilità però, signori miei, mi irrita (anche un colpo di tosse di Marta mi irrita in queste situazioni, ma questa è un'altra storia. Ah! ve l'ho detto che è ricominciato l'asilo? traetene le vostre conclusioni…grrr!).
Non ce la faccio più; e non serve sapere che sono gli ormoni impazziti, io non riesco a controllarmi molto. Me ne accorgo - per fortuna - ma questo non mi rende una persona meno "urlante".*
Poi, da quando è nata Marta, il mio ciclo è questo:


Sono pochi i giorni in cui mi sento bellaserenafeliceottimistaamorevole.
Di solito durano 10 giorni a esser buoni (ed è tanto). Subito dopo sopraggiungono nervosismorabbiadepressionetristezzalacrimefacilibruttezza. E si ricomincia.
Ho scaricato una App per monitorare il ciclo: in realtà dovrebbe servire anche a programmare o meno una gravidanza, ma…bah! fatto sta che l'ho installata per APPuntarmi le mie variazioni umorali. Mamma mia!)
  
Da tre giorni, dicevo, ho cominciato con il magnesio: vi dirò se funzionerà, intanto accetto qualsiasi altro suggerimento per stare meglio.


*Sono queste le volte in cui penso a tutte quelle "mamme omicide". Se su una donna "normale" questi scombussolamenti portano a determinate reazioni, su una donna con problemi seri potrebbero essere causa di azioni irragionevoli. E mi sento una madre non-madre….


martedì 16 settembre 2014

Ritorno all'asilo


La famosa "notte prima degli esami", che qui chiameremo per ovvie ragioni "notte prima del primo giorno d'asilo (mi piace parlare in italiano…:-P) è andata come sopra.

La mattina, prima di uscire da casa "mamma, sono triste perché non voglio andare all'asilo", e giù litri di sudore nel prospettare quello che sarebbe avvenuto di lì a poco.

L'arrivo nello spiazzo della scuola, portone ancora chiuso, è stato un restare con me finché non ha intravisto una amichetta più piccola, con cui poi è entrata e….tutto è filato liscio. 

Abbiamo superato la prova da "primo giorno", con serenità o con il sorriso sulle labbra da parte di entrambe :-)

Ora non ci resta che vivere giorno per giorno, scongiurare che il primo "malanno scolastico"arrivi il più tardi possibile e contare quanti giorni mancano alle prossime vacanze, per poterci alzare tardi.

io...


mercoledì 10 settembre 2014

partire e tornare


Partire…e subito tornare.
Per questa volta passo sulla s.m.s. che mi ha colpita - strano se non fosse stato così - a poche ore dal volo, al pensiero di lasciar la nana con febbre e il papà per la prima volta solo con lei per più di un giorno. Per fortuna la sua febbre è passata poco dopo la mia partenza (avrà somatizzato il distacco?), e loro, pur litigando, se la son cavata.
Ma…avevo scritto che avrei sorvolato sulla questione, no?

Sono stata a Torino, per poco più di 48 ore: matrimonio di amica decennale (che avevamo lasciato, qualche anno fa, che "mai mi sposerò", per motivi vocazionali), con annessa rimpatriata di amici meridionali ormai sparsi per l'Italia. Gente con cui si è condiviso molto, ormai seri professionisti al nord, alcuni anche con numerosa famiglia a seguito; amici con cui ci si sente ancora, nei più svariati modi, con intervalli di tempo più o meno lunghi. (non più tanto) giovani, carini e (non) disoccupati.

Faccio la parte della vecchia se mi stupisco ancora che in circa 1 ora e 1/2 si è dall'altra parte della penisola? In un ambiente opposto al tuo…dal mare alle montagne, dal caldo al fresco. 

Partire è un po' rigenerarsi, sorridere, osservare, riempirsi e voler tornare. Desiderare che la prossima volta ci possano essere anche loro con te (perché, sia chiaro, non l'ho costretto a restare a casa…lui all'inizio doveva lavorare, lei alla fine si è ammalata, quindi lui e lei sono rimasti insieme).

Matrimonio di meridionali sposati con settentrionali, festeggiato al nord: abitudini diverse - per fortuna! - poca formalità, semplicità e dinamismo. 

Poi…Torino è tanto bella! spaziosa, elegante e maestosa. 

La promessa a me stessa è che week-end così bisognerebbe organizzarli più spesso. Ce la posso fare. Intanto tra due giorni, sarà il turno suo: lui parte per gli USA. Noi qui ricominceremo l'asilo e impareremo a riorganizzare le giornate.









stessa foto, esattamente dopo 10 anni




domenica 24 agosto 2014

Un agosto - quasi - fa

La nostra estate, o meglio il nostro agosto è stato questo:

1. (ri)scoprire valori artistici e sacri, rispettare e immaginare le preghiere di chi,
davanti a te, è in silenziosa preghiera. 



2. Andare per parchi



3. Ascoltare musica, applaudire, bere, ballare e partecipare a iniziative cittadine.



4. Trascorrere ore con amica lontana







5. Visitare città così vicine che ti chiedi perché non l'hai mai fatto prima.




6. Travestirsi, giocare, pensare a arti e mestieri, svenire su un divano.



7. …e tutto questo, qualche volta anche in tre :-)









…perché il caldo, in fondo, deve ancora arrivare!

Riempirsi di bellezza

Io dico che abbiamo bisogno di fare cose belle , di riempirci di bellezza , di sottoporci a "pratiche positive", di respirare ari...