giovedì 31 dicembre 2015

Anno quasi nuovo


Sì, stessa formazione dell'anno scorso: io, lei, alcuni amici/parenti e lui a 200 km da noi. 
No, non ci sono abituata. Sì, ce la posso fare. No, non mi piace come abitudine, ma va così.

Caro 2016,
so che non ha molto senso sperare in un cambiamento soltanto perché butti via un'agenda di 12 mesi, con i suoi impegni e appunti e ne apri una nuova, immacolata, carica di speranze e di buoni propositi, libera da errori e tempi occupati. Sono fondamentalmente una romantica e una speranzosa, una che sogna a occhi aperti e a occhi chiusi, col buio, ma anche in coda alla cassa o ferma al semaforo. Una che si emoziona con poco, ma anche una che si abbatte con pochissimo.
Per cui ti scrivo, sì, ti scrivo.
Ti chiedo:
- pazienza, tanta pazienza. Perché la mia pazienza, tra le mura domestiche, tende a mettersi in pantofole e a riposare. 
- ottimismo. Ti chiedo di amplificare la mia capacità di vedere il bicchiere mezzo pieno, 'chè mezzo vuoto ormai mi son stufata.
- sorrisi, più sorrisi sulle mie labbra e che mia figlia non debba chiedermi più "mamma, ma sei arrabbiata? perché hai quell'espressione?". Voglio farmi assorbire dai pensieri, restando sempre con le labbra all'insù.
- maggiore capacità di gestire i tempi.
- meno pensieri da film drammatici.
- più ore di lavoro "vero", oltre che ore da dedicare alle mie passioni e a chi è accanto a me.
- di conseguenza qualche soldino in più, dai!!!

La lista sarebbe lunghissima! perché in questa mini lista ho taciuto i desideri per loro due, ma credo che una donna serena e con il sorriso, che sappia affrontare le difficoltà della vita, grandi o piccine, una donna pratica, che fa poche prediche e paranoie (eh sì, troppe paranoie finora) sia comunque un bel punto a favore anche per chi la circonda, eheh.

Buon nuovo anno!



mercoledì 9 dicembre 2015

Anche io...scaricabili!


Ci sono posti che mi infondono tristezza; magari gli stessi che in altri momenti mi hanno dato gioia.
Come un negozio vintage da cui son passata lo scorso pomeriggio: per lo stato d'animo che avevo in quel momento, guardare la vetrina, le luci gialline, i vetri impolverati, le palline anni 80 con cui era decorato l'interno, mi hanno fatto venir voglia di scappare.
C'è una cosa però che in linea di massima non mi stufa mai: il calore della luce e dei colori, ma a Natale.
Vedere i balconi luminosi, percepire gli sbriluccichii dietro le finestre, restare al buio, in camera, con l'albero acceso. Passeggiare per le strade e avvertire odori invernali e natalizi, colori luminosi.
Dopo il 25 però tutto questo per me perde un po' di fascino.  
Vivo intensamente e assaporo il momento, me lo godo e poi stop! sto bene anche senza. Natale tutti i giorni mi stancherebbe. Per cui ne approfitto in questi giorni per tirar fuori lucine, decorazioni, candele. 

Ho letto, in questo periodo, i post di Zelda e Justine (e anche qui): ho bisogno di positività, di sapere che c'è gente che ci prova e ci riesce, che la creatività non è solo hobby, ma può essere anche un lavoro, che io posso provarci, che posso farcela.
Ho bisogno di sorrisi di gente che si sente realizzata con questo, perché questo è un lavoro, perché c'è gente che apprezza quello che fai.
Ho bisogno di credere in me e nelle mie capacità. Ora, a Natale, più che mai. Ora che siamo ancora 2015 e il 2016 sta arrivando, carico di inutili aspettative, carico di speranze quotidiane.
Leggo loro quasi ogni giorno e cerco "disperatamente" altre come loro, altre esperienze positive. Sogno e penso a concretizzare. Comincio.

In questo momento circo di pensieri, allego alcune cartoline e decorazioni (cliccate, dai!) da poter stampare e utilizzare come preferite. Mi farebbe piacere sapere se qualcuno le avesse trovate utili, o anche no (qui giù una anteprima).
Buona giornata ;-)




venerdì 20 novembre 2015

Calendario dell'Avvento

Penultima settimana di novembre. Tra un po' dicembre. Mancano 35 giorni a Natale. Il calendario dell'avvento!!!
Che sarà mai questa diavoleria? L'ho pensato il primo anno di asilo di Marta, quando mi sono imbattuta nei primi post che "pubblicizzavano" questo articolo. Cosa fosse, prima di allora lo ignoravo. 
Adesso non ne posso fare a meno (io che lo preparo, lei che aspetta di aprire una casellina ogni mattina).
Così da tre anni a questa parte trascorro i momenti liberi degli ultimi giorni di novembre a cercare in rete idee e a metterle in pratica, a cercare cosa nascondere in questo calendario e a trovare posizioni strategiche in modo da evitare l'assalto prima che arrivi Natale.
Una casella al giorno, aperta la mattina (così al dilettevole uniamo l'utile: Marta alle parole calendario e avvento sgrana gli occhi e si alza - più o meno - velocemente…ci vorrebbe un calendario pasquale, uno carnevalesco...ogni giorno insomma).
Quest'anno roba molto semplice: il tempo a disposizione è veramente poco e poi…ecco, ha durata molto breve questo calendario. Quanta meno carta possiamo consumare, tanto meglio sarà.
Se volete potete scaricarlo (le immagini a fondo post). Servono solo:
- carta adesiva
- cartoncino bianco per stampante
- forbici
- colla stick
- foratrice (o bucatrice)
- cordoncino colorato, o filo di lana

Nelle istruzioni presenti nel file ci sono anche alcuni suggerimenti su cosa "regalare" quotidianamente". Il consiglio che sento di dare è di non spendere troppo: anche una caramella di loro gradimento rende più piacevole la giornata. Ai regali seri ci penserà poi Babbo Natale (o San Nicola, o Santa Lucia, o la Befana).





martedì 17 novembre 2015

L'abito non fa il monaco, però lo fa sembrare tale.

Post scritto prima di venerdì 13 novembre

Quindi, non aggiungo altro. Anna Turcato la conoscete? Secondo me sì, nel caso ve la foste persa, vi invito a visitare il suo sito, la sua pagina fb e quanto di lei troverete in rete (il materiale non manca).
I suoi consigli son stati preziosi, mi hanno aiutata a prendere coscienza del mio modo di pormi verso gli altri; perché qui, nascosta dietro l'alibi "Ciao, io lavoro da casa", mi sto lasciando andare.
Devo puntare su dettagli, devo curare di più il mio aspetto, devo sdrammatizzare la mia figura.
Ho cominciato a lavorarci e, Anna, ho iniziato anche a prendermi cura delle mani
(tra l'altro ora indosso un bell'anello realizzato da me, con una mio illustrazione…uniamo il dilettevole all'utile, 'che non si sa mai qualcuno vuol fare un regalo…)! Mi sono comprata anche uno smalto e per circa due giorni ho resistito con le unghie colorate. mi piacevano! poi la voce antipatica ha cominciato a farmi sentire inadeguata e allora smalto tolto. Ma ci riproverò. Lo smalto è essenzialmente un pretesto per essere sicura di me. Un dettaglio da poco che può aiutarmi a crearmi meno problemi, a lavorare sulla mia autostima (la mente è un problema, sì, lavora troppo e inutilmente). 
Ho acquistato anche un vestitino carino, che rispecchia il mio stile, che forse cozzerà con il mio essere mamma e donna di 38 anni (preso dal reparto kids di Zara :-P), ma non sta scritto da nessuna parte che a questo punto della vita una donna si debba trasformare in un personaggio serioso. 
Prometto che a un eventuale prossimo colloquio o incontro non dovrai dire più che Marta è più fashion di me (battaglia persa in partenza, eheh!)!

martedì 27 ottobre 2015

Capelli e pubblicità



Ha la fissa del capello liscio, ultimamente. Di già? certe fisse non arrivano intorno ai 12 anni, quando il corpo della donna comincia a subire trasformazioni, e la testa lo segue pari passo, anzi a un certo punto lo supera di gran lunga?
Mi son dimenticata di com'ero io alla sua età? Sì.

....ecco! Cavolo! Anche io da piccola desideravo i capelli lisci, lunghi, setosi. Anche io sbavavo dietro le chiome piatte delle mie compagne. Guardavo le pubblicità della Mattel e speravo di svegliarmi come le mini-attrici degli spot. Anche io.
Quindi i canoni di bellezza non hanno subito variazioni. Oggi come allora le bimbe delle pubblicità sono per lo più bionde e con i lunghi e invidiabili capelli.
Marta ha capelli invidiabili, sì, soprattutto per la quantità. Abbiamo fatto l'enorme errore di tagliarli - sotto sua richiesta insistente - e ora non vediamo l'ora che ricrescano, per poterli liberamente acconciare o lasciar sciolti. Il parrucchiere - uno X testato per l'occasione, da cui non torneremo più - ha fatto un danno, "mozzandoglieli" in alcuni punti, e non considerando la struttura e le loro caratteristiche.
E tutti quelli che ripetutamente dicevano "perchè non li tagliate? poverina, quanti capelli!" forse ora si saranno ricreduti. Perchè se hai folti e vaporosi capelli tagliandoli non risolvi il problema, ma lo amplifichi con la ricrescita. Poi da che mondo e mondo avere tanti capelli è un problema? Non lo è per caso perderli, i capelli?
Bah!
Tornando a noi, in classe di Marta sono solo 5 bambine, quattro delle quali hanno capelli lisci lisci lisci. Due di loro sono persino biondissime. 
Marta non è tra queste quattro.
Da alcuni giorni si pettina davanti allo specchio, lei che non aveva mai prestato particolare attenzione a spazzole e pettini, se non per gioco. Si pettina i capelli visibili al suo occhio sperando che si possano appiattire.
                     

Qualche giorno fa le ho detto che i cappelli schiacciano: ecco che si è presentata a tavola come sopra e con un bel sorriso.

La società li vuole setosi, lisci e lunghi, sia che tu abbia 15, 20, 30, ma anche 5 o poco più anni.
Come farle capire che anche diversa sei bella? Che donna non è uguale a biondo o fuxia o glitter o paillettes...
Ci provo, compriamo di comune accordo capi "unisex", ne parliamo, siamo d'accordo sul fatto che questi capi ci donano -  anche se non sono brillantosi come quelli delle pubblicità - poi magari qualcuno le dice che sembra un maschio perchè ha quegli stivaletti là e crolla tutto il lavoro fatto a casa. Ora non si deprime, non si chiude in camera, ma arriverà anche quel momento, lo so, magari questo tra almeno 7 anni, dai, ma arriverà. Voglio essere pronta! ma non volevo cominciare l'allenamento già adesso :-P

lunedì 19 ottobre 2015

Think



Le giornate un po' grigie anche se fuori c'è il sole. I sensi di inadeguatezza e l'incapacità di fare quello che sei solito fare. 
Il tempo a disposizione che non si sa sfruttare bene. 
Crogiolarsi in questo stato e non far nulla di che per uscirne, perchè si sa che prima o poi se ne verrà fuori. Sono giorni.
Una voce amica riesce a dare sollievo, ma anche una mail, talvolta, sorbisce lo stesso effetto. 
Vorrei trasformare questo blog in qualcosa di "produttivo". Arriva la crisi delle blogger, vero? Ho letto più e più volte di blog abbandonati perchè la vita era cambiata, o perchè non più rappresentativi, o anche per impossibilità di starci dietro...insomma, anche io sto attraversando la crisi della blogger, a 5 anni dalla sua nascita.
Lo manterrò vivo come diario "segreto", ma forse ora ci vuole altro. Ci vuole un ulteriore stimolo alla scrittura e al disegno. Un tema, una traccia.
Non sono triste, però. Mi sto dicendo che devo godere di questo stato, lavorando e dandomi da fare per lo step successivo, quando questo verrà. E buttare su carta le idee, tutte quelle belle idee che non riesco a concretizzare ora, ma che so che avranno tempi migliori. Intanto le scrivo per non dimenticarle.
La colonna sonora di questo post è qui https://youtu.be/qNI07NJcQrc

venerdì 9 ottobre 2015

Quale sport per noi?



Farà nuoto! No danza (troppo rosa! Nessuno mi aveva pre-annunciato che avrei avuto una bambina rosa-dipendente), nè pallavolo, nè judo...nient'altro che nuoto.
Come al solito non fare i conti senza l'oste.
Oggi sono qui, nello spogliatoio della palestra vicino casa, ad aspettare che termini la lezione di ginnastica ritmica. Da quella porta taglia-fuoco, verde, uscirà Marta. Felice, perché la sento ridere e parlare (questo non rientrava nel programma della lezione). 
La sua prima lezione. É felice, è in compagnia della sua amichetta di classe. 
Io c'ho provato, l'ho portata in piscina per farle conoscere il nuovo ambiente. Le ho presentato le ex-colleghe della mamma, quelle che le avrebbero insegnato a stare a galla con disinvoltura. Non mi interessava si trasformasse in Federica Pellegrini, volevo che galleggiasse e prendesse maggiore confidenza con l'acqua. Il corso di nuoto invernale, con i compagni di classe, l'ha resa più sicura...ma speravo in qualcosa di più. Comunque - dicevo - questo nuovo sport le piace proprio, e son contenta.
Io ero anche una di quelle che credeva nello sport fine a se stesso, e non come "intrattieni" per i pomeriggi. Invece mi son trovata a ricercare un'attività pomeridiana (giuro che resterà solo questa) anche per farla stare in compagnia di altri coetanei all'infuori della scuola. Devo solo trovare ora qualcosa da fare io in quest'ora "di buco"; oggi sto scrivendo sul blog, martedì si vedrà (libro? Disegni? Sì, potrei approfittarne per ritrarre Marta all'opera).
Riaffronteremo l'argomento nuoto in primavera, a ridosso dell'estate...io all'attacco ci torno, eccome se ci torno!
Nel frattempo danziamo come Hilary!

lunedì 5 ottobre 2015

pensieri del lunedì

Il momento di vuoto, di nero, di pausa creativa…il panico da foglio bianco…il momento svogliato…arrivano. Inutile disperarsi; arrivano, passano, ritornano. 
Sbattere la testa? non serve. Deprimersi? non serve. Tempo, ci vuole tempo. E aria, una bella boccata d'aria; perché restare chinati alla scrivania, o seduti davanti al monitor, non farà altro che prolungare l'attesa e renderla meno dolce.
Io al computer mi perdo, mi isolo, mi deprimo, navigo, guardo piango e mi deprimo; e mi distraggo, ma non in maniera positiva.

Sono in uno di quei periodi lì, quelli bui per l'appunto.
Una sconfitta che ti manda in paranoia, la voglia di ricominciare, riprendere in mano gli arnesi e guardare al futuro - ma non troppo - dalla giusta prospettiva. Perché a volte ti sembra di fermarti, di stagnare, di adagiarti in una situazione. Allora forse - pensi - le sconfitte servono a rialzarti e cambiare o raddrizzare rotta, perché no.
Stavo percorrendo la strada sbagliata, o semplicemente calpestavo il suolo spinta dal vento alle spalle. Il vento s'è fermato e io ho rallentato.
Ok, la spinta facilita il percorso, ma è la tua testa, sono le tue gambe che devono imprimerla al resto del corpo, altrimenti sei una barca in balìa di un mare calmo. Piatto.
Allora riprendi il controllo, affronta di petto il vuoto di quei giorni, fai altro (se puoi farlo) anche solo per un'ora e poi torna all'attacco.

Oggi metterò nero su bianco quello che vorrei, i progetti piccoli e grandi che ho, le cose importanti a cui dare valore e dedicare tempo.
Sedere, schiodati dalla sedia, cambia stanza, cambia scenografia!
E se una cosa non andrà come avevi preventivato o sognato, non è detto che tu sia triste.
La felicità ti può stupire.

Gabriella Carofiglio, Attraverso 


martedì 8 settembre 2015

back to school


Sì, ciao!
Meno 6! Potrei cominciare con una lista di buoni propositi, stile quelli che si leggono ultimamente in giro. Potrei, ma non lo farò. Il problema è che i buoni proposti li ho ben presenti nella mia testa, ma non riesco a metterli in pratica; sono una da "fai domani quello che puoi fare oggi".
Facciamo così, la lista la faccio, ma scrivendo accanto come realmente stiamo vivendo.
Cominciamo.

1. Acquistare l'occorrente per la scuola.
Macchè! qualcosa sì, tutto no. L'astuccio però c'è e scendendo a patti con lei è questo qui:


I patti erano: "astuccio con personaggio", ma zaino "anonimo"; 'che si sa i gusti cambiano e 16 euro non son nulla contro i 70 e rotti di uno zaino. Certo, lo spreco non ci appartiene, per cui proveremo a far durare anche l'astuccio per un po'.
Lo zaino…preso! dopo una lunga ricerca sul web, lettura di post, consigli vari, regole del buono zaino, siamo entrati in cartoleria e ci siamo lasciati travolgere dall'ansia tattica del cartolaio "signora, guardi che stanno andando a ruba!". Lui, che aveva capito che tipetta di 5 anni si trovava davanti, ha tirato fuori lo zaino giusto, quello che avrebbe colpito il suo cuore, i suoi occhi e il nostro portafoglio. Dicevo, zaino preso! 


La pubblicità non centra nulla, ma il colore, i led luminosi, lo specchietto a forma di cuore, il lucchetto per la tasca segreta, quelli sì che hanno centrato il bersaglio. Per noi l'importante era che fosse robusto, imbottito sullo schienale, della misura adatta a una bambina di scuola elementare (ops! ci son cascata ancora. A una bambina della scuola primaria, ecco. Ci metterò un bel po' a farmelo entrare in testa) e resistente.
Del grembiule, invece, nessuna traccia. 

2. Anticipare l'orario della sveglia. E perché? se posso prendermi quell'ora in più per me, per lavorare in santa pace, perché non farlo? Va' a finire che la sveglio, si alza presto, io devo lavorare, lei comincia a annoiarsi. Se dorme - penso - ha bisogno di riposo. Ci sarà il tempo delle levatacce mattutine e dell'ansia da "stiamo facendo tardiiii".

3. Mantenere un clima sereno e non tempestarlo con frasi su l'inizio della scuola. Ci sto provando, lo ammetto. Devo dire che rispetto agli anni precedenti, 'sta storia della primaria le sta piacendo parecchio: l'idea di cambiare maestra e compagni non la rattrista. Stamattina si è svegliata e mi ha detto che era felice perché mancavano pochi giorni alla primaria…tu pensa! e chi se lo sarebbe aspettato da Marta? speriamo che questi presupposti ottimisti durino nel tempo.

4. Cominciare una cura immunostimolante. Funzionano? boh! nel dubbio ho comunque svaligiato un' erboristeria, dopo essermi fatta una chiacchiera con l'erborista, che da quel giorno è diventata la "mia erborista di fiducia", che mi ha rivelato cose di cui non potrò parlare mai e poi mai con il nostro pediatra (difese immunitarie - pancia - emozioni - fiori di bach - antibiotico).
Come l'anno scorso incrocio le dita affinché il primo malanno arrivi il più tardi possibile e non sia costretta a giorni e giorni di antibiotico. Saremo alla primaria, cavolo! come le recupereremo tutte le lezioni perse?

5. Mantenere la calma. Cominciare la scuola non ha mai rovinato la vita a nessuno (vero?). 
Certo, al solo pensiero di dover cucinare TUTTI i giorni dell'anno, di doverci sedere a tavolino per i compiti e doverci confrontare con i voti…mi viene mal di pancia. Ma, come tutte le situazioni nuove della vita, è una reazione normalissima la mia. Il nuovo mi eccita e spaventa, sono una donna da melodramma. Come saranno i nuovi compagni? e i nuovi genitori? ci sarà collaborazione? e la maestra, come sarà la maestra??? Questa domanda sta intasando le mie notti…per non farmi cogliere impreparata sto anche indagando su scuole alternative - lo dicevo, l'ottimismo non è il mio forte.

La protagonista indiscussa di questa nuova vita, comunque, resta lei: Marta. La fanciulla, ora che siamo solo all'inizio, nel prodromo del capitolo "carriera scolastica" (vol.1) sta affrontando le giornate con il sorriso e la giusta dose di entusiasmo…in bocca al lupo a lei, a tutti i bimbi che si apprestano a frequentare la classe prima e alle loro famiglie ;-)



mercoledì 26 agosto 2015

Partita IVA: PARTITA


eh sì…eh sì…ci sono anche io!
Tutto è nato per caso. O meglio, ci riflettevo da tempo (vedi qui): partire (nei sogni, immaginarsi altrove), restare (nella realtà), P.IVA o alternative varie.
Alla fine la soluzione migliore è arrivata da sé, con la telefonata del commercialista "Ciao Gabriella, ci sono nuove agevolazioni ecc.ecc. Pensaci e fammi sapere". Un consulto col marito e OK! apriamola 'sta Partita.
Ora si comincia a giocare sul serio.
Ad essere sinceri al 100%, l'idea mi piace, mi fa sentire più…professionale. Senza una vita fiscale seria mi sembrava quasi di fare 'sto lavoro per hobby, se c'era bene, sennò pace. Così sono un'entità riconosciuta. Mi sento una professionista (lo so, non è questo che fa di un lavoratore un professionista!). 
Posso emettere fattura e non barcamenarmi tra soluzioni alternative non sempre ottimali. Mi sembrava di dover appellarmi sempre a qualche santo protettore dei precari prima di emettere nota di pagamento o altro "Come devo fare? che devo scrivere? gestione separata? no? pagamento in nero?". Bene, ora tutto questo dovrebbe essere superato,  a fine mese posso procedere in tutta autonomia.
Per ora quindi il commento è positivo. Staremo a vedere. Adesso sono in ballo e ballerò, promesso.

venerdì 14 agosto 2015

post altamente triste


Vi capita mai di essere tristi e non capirne i motivi? cioè, apparentemente ce ne sarebbero tanti di motivi, ma perché è cominciato questo stato di tristezza, boh, non lo so.
Senza dare troppe colpe agli ormoni, sono triste e basta, Angosciata, triste e più penso, più lo sono.
Mi viene da piangere per un ricordo passato, per il presente e per un possibile - tragico - futuro.
Triste perché avrei bisogno, credo, di una maggiore condivisione "reale", che mi manca tanto in questo periodo. Triste perché penso che certe situazioni me le meriti. Triste perché mi sembra di distruggere dei pezzetti di vita. Triste perché mi sento un peso a distanza (e triste perché penso che poi certe situazioni "tragiche" prima o poi le causerò io stessa). 
La cosa migliore in questi casi è gettarsi a fare altro, dedicarsi a altri. A Marta, ad esempio. Così stamattina ce ne siamo andate in giro in bici…ottimo scacciapensieri, testato personalmente!

Taaanto tempo fa una persona, un ragazzo, mi disse che dovevo sorridere sempre, che quando sorridevo il mio sorriso illuminava tutto quello che aveva forma nel raggio di molti km (questo approposito del commuoversi per pensieri passati). Beh, oggi proprio non mi va; ma avere Marta con me mi costringe a farlo. Quindi non posso che dire grazie. 


giovedì 6 agosto 2015

luglio col bene che ti voglio

...è stato un luglio un po' "così". Non ricordo granchè se non che mi sono arrabbiata tanto, e ho vissuto di sensi di colpa. Mi arrabbiavo e mi sentivo in colpa; urlavo e mi sentivo in colpa; punivo e mi sentivo in colpa; mi lamentavo e mi sentivo in colpa; piangevo e sfogavo e mi sentivo in colpa.
Questo finchè non son stata meglio e sono fuggita per un giorno a Napoli, "così", con la scusa di una mostra.







Decidi e parti, "così", senza pensarci troppo - anche perchè la meta è abbastanza vicina da dire Ciao a tutti, io sto partendo! e tornare in serata.

Di luglio ricordo ancora questo, il primo vero serio taglio di capelli di Marta. Tutto ha avuto inizio da qui, da una bimba desiderosa di vedersi diversa e più leggera, una mamma ben disposta se pur timorosa e un paio di forbici da sarta





Beh, sì, lei si piaceva, tanto, io la trovavo simpatica, ma riuscivo anche a vederla da dietro e ammirare il fantastico taglio da me effettuato.


Il paragone con Mafalda era inevitabile...
Lei si piaceva molto, ma domare quella folta chioma era difficilissimo!


Così dopo un paio di forbici professionali, ma non troppo, acquistate per rimediare all'errore - gli strumenti adatti non servono a nulla se non sai armeggiarli - e una serie di code e treccine, siamo corse dal parrucchiere.

E' proprio bella! La folta chioma è ancora lì; la lievitazione dei capelli dopo ogni asciugatura è routine. Ora i suoi capelli sono più mossi.
Sarà che ha assunto un aspetto diverso, sarà che sta crescendo davanti ai nostri occhi alla velocità della luce, sarà che così sembra troppo simpatica...sarà pure che ogni scarrafone è bello a mamma sua...a noi piace molto.


P.S.: non fa nulla che talvolta mi fa arrabbiare, sfogare, urlare, piangere e mi fa sentire in colpa :-P

lunedì 20 luglio 2015

Conflitti genitori-figli. In cerca di soluzioni


Da più di due settimane ormai.
Ogni giorno; di solito la mattina a colazione, a pranzo e a cena.
Il pomeriggio generalmente è tranquillo, così come il momento della messa a letto, tutto abbracci e coccole. Siamo donne, isteriche.
Due settimane sicuramente intense; e la scuola è finita, il lavoro diminuito, il caldo notevolmente aumentato. Di mezzo ci son passati i miei 15 giorni di sindrome pre - 15, sì...devo assolutamente andare dal ginecologo per chiedere cosa mi sta succedendo - per cui il nervosismo era amplificato, la sopportazione in proporzione diminuita, le mie reazioni sbagliate aumentate di colpo. Pianti (miei e suoi, ma quasi quasi più miei), urla, qualche sculaccione - telefono azzurro, nulla di grave...non ha mai pianto per uno sculaccione, è orgogliosa lei, e io ci vado piano, anche se mi scappa -, litigi in famiglia, quelle poche volte che la famiglia è stata insieme. Per il resto io e lei. 
immagine presa dal web e riadattata, cambiandone i volti.
Si urla in casa, non appena si rientra dopo una passeggiata. Si esce e si sorride; la gente ci incontra e sui loro volti leggo "ma tu guarda queste due qui, sorridenti e felici...possibile che tali grida siano le loro?".
Quante volte ho pensato che non sono fatta per essere una mamma, che ho sbagliato tutto, che ha soli 5 anni e già pregusto l'era della pre-adolescenza e che "no, non posso farcela, a quell'era lì sicuramente non ci arriverò sana e salva, che non merito di averne un altro, che è per questo mio carattere che fortunatamente non ne arrivano"? tante volte, troppe.

Non ho una soluzione a tutto ciò, so che forse devo parlare con qualcuno perchè sento di sbagliare e non avere le armi giuste da sferrare.
Ieri ho visto Ribelle - The brave. Prendi coscienza della tua età quando ti immedesimi nei personaggi adulti. In questo caso io ero Elinor, la regina madre, lei Merida, la figlia ribelle. Ribelle diversamente da Marta. Quello che conta è il conflitto tra madre e figlia, lì come qui.

Io, mamma orso. Orso perchè selvaggia e feroce, perchè quando urlo urlo come un "animale", perchè l'orso è l'animale da sconfiggere, il nemico.

Conta fino a 10, dicono. Io ci provo, ma se son poco serena, non funziona. A mala pena arrivo a 5. Ma a volte funziona. Come oggi ad esempio. 
Che poi se ci ripensi quando sei serena, manco sembrano così gravi le cose, anzi sembri una pazza che ha urlato per sciocchezze, una che "ma a saperlo che bastava così poco per smorzare il caos ci provavo prima!". Certo che lo sapevi che bastava così poco! Solo che non era il tuo momento giusto, o meglio non era il tuo momento ok. Valuta il tuo stato d'animo, e considera che lei che non sempre è facile da trattare.
Basta pochissimo, basta un respiro più lungo e profondo, non per prendere aria e sputare fuoco, ma solo per prendere tempo. Calma e sangue freddo. Concentrazione e astrazione.
Equilibrio e determinazione. Sicurezza e fiducia nelle proprie capacità. Ci passano molte mamme, non tutte falliscono, non sempre. Molte falliscono, non sono sola.



lunedì 13 luglio 2015

una mozzarella abbronzata di che colore è?


Sono piena di nei, ma soltanto da quando sono mamma presto attenzione alla pelle e ai raggi solari. Per lo meno ne ho cura per lei. 
Quando è nata, abitando di fronte al mare, ho cominciato a portarla sulla spiaggia di prima mattina, sempre con ombrellino e protetta da uno strato di crema solare.
Pian pianino, con la sua crescita, abbiamo cominciato ad arrivare in spiaggia non più alle 8-8,30, ma anche alle 9-9,30. Raramente siamo rimasti in spiaggia nelle ore più calde (per questioni organizzative) e se è successo, sempre sotto l'ombrellone.
In ogni caso Marta va in spiaggia spalmata di crema solare protezione totale - di solito gliela applico da casa -, con occhiali da sole, cappellino o comunque fascia larga e leggera (una che ho comprato e che mi hanno detto essere una fascia protettiva per la testa...! è una fascia sottile e fresca, a trama fitta, bianca), tshirt bianca dopo un tot di tempo al sole. 
La protezione solare in crema non manca mai. Marta si abbronza gradualmente. Non andiamo a mare tutti i giorni, per cui raramente il colore della sua pelle ha assunto tonalità notevolmente differenti. 
Una cosa è certa: non si è mai bruciata per l'esposizione, nè ha mai avuto insolazioni. Almeno finora siamo stati sempre attenti.
Ora, queste accortezze in linea di massima sono note a tutti. Tutti i genitori che conosco si preoccupano della salute dei propri figli (magari qualcuno è meno "ossessivo" di me, ma nessuno lascia il proprio figlio all'attacco dei raggi solari senza un minimo di scudo protettivo.

Cioè, lo sapete anche voi che la pelle va protetta. Lei è più chiara...perchè tutte le volte la stessa battuta? Soprattutto voi, mamme...perchè? Per permetterle di avere un'abbronzatura da far invidia dovrei essere meno attenta? Semplice, si abbronza meno, la fanciulla. Arriveranno i giorni in cui ripudierà le creme solari, si annoierà a spalmarsi, andrà a mare con gli amici e le lascerà a casa. Nel frattempo io la mia parte l'avrò abbondantemente fatta. 

mercoledì 1 luglio 2015

giugno, apri il pugno


Presente!

Da dove comincio...giugno è stato un mese intenso, di scoperte, riscoperte, somme di fine anno. Partiamo da qui:
C'ho provato più volte, da quando è nata - senza mai forzarla - a farle fare un corso di nuoto, a insegnarle io a galleggiare e a prendere confidenza con l'acqua (sono un'ex istruttrice, l'ho mai scritto?), ma invano. Poi arriva lei, la scuola statale, che propone un corso di sole 10 lezioni, presso le piscine comunali, gratuito - salvo il trasporto - e cambia ogni prospettiva. Si accendono gli entusiasmi! in acqua coi compagni di classe! vedersi in costume e non con i grembiuli. Nonostante la paura dell'acqua, la felicità nei suoi occhi. E dopo 10 lezioni non galleggia ancora, ma va sott'acqua e con tubo sotto le ascelle se ne va girando nella piscina, con il sorriso sulle labbra.
Io son felicissima, e vederla conquistare timidamente il terreno acquoso mi ha commossa :-P

 Mese di gite, con la scuola, ma anche con le famiglie dei compagni - sul tema genitori ci tornerò dopo.
Prima volta che, dopo 38 anni, indosso con relativa tranquillità un colore sulle unghie dei piedi. Ho da lavorare ancora e molto per arrivare alle mani. Per ora ci fermiamo lì.
Taglio di capelli: il lungo mi piace, ma il corto ha la sua bellezza-praticità-personalità.

No, perchè se avevamo cominciato così, un giorno di ottobre e così il giorno dopo quel giorno d'ottobre (mi sto commuovendo), abbiamo chiuso alla grande questi tre anni....tre anni? argh!!! Tre anni di numerosissime assenze per malattia - che forse sono andate leggermente scemando solo quest'anno, ma leggermente -, pigrizia nello svegliarsi la mattina. Mai, dico MAI siamo arrivate in classe prima delle 8,40.
Tre anni di notevoli progressi. Tre anni di mensa scolastica, di gite fuori porta da soli senza mamme e papà. Lei è cresciuta! se a febbraio temevo per l'iscrizione alla scuola primaria, ora non ho dubbi. Lei è cresciuta. Lei è la bimba che si stende sul letto, apre il libro e legge. E' curiosa sempre di più, testarda, ha le idee chiare sul mondo e su ciò che vuole. Lei si accorge se sorridi di più a un altro e non a lei. Lei ha 5 anni, ma è pronta.
E quella scuola che all'inizio mi faceva così paura per le sue dimensioni poco infantili, per la sua austerità, per il suo nome, si è rivelata una buona dimora, una fonte di stimoli, un luogo di aggregazione, nascita di nuovi rapporti anche per noi genitori. Ed eccoci arrivati ai genitori:
Per i primi due anni, salvo "ciao! Buongiorno! a presto! Buone vacanze!" non c'è stato altro.
Il mio primo contatto "serio" con una mamma è avvenuto l'anno scorso, a termine della manifestazione natalizia, quando l'ho rincorsa in un negozio chiedendole il numero di telefono, così, per far incontrare i nostri pupi. Poi ci sono stati un paio di inviti ai compleanni dei nostri rispettivi figli, un paio di uscite, chiacchierate al telefono. Solo con lei. Quest'anno invece è scoccata la scintilla tra un gruppetto ristretto di famiglie, una decina circa.
Whatsapp fa miracoli a volte; ma poi ci son stati anche i momenti di incontro, non tantissimi, ma ci sono stati. La gita, i compleanni, il fermarsi all'uscita mentre prima si scappava, il pranzo dell'ultimo anno. Sentirsi per sapere come sta il proprio figlio malato e assente da giorni. Dinamiche normalissime, ma che non mi era capitato di vivere con i genitori della classe di mia figlia.
Pensando all'anno prossimo e ai nuovi compagni forse ho più timore io di non riuscire a trovare lo stesso clima sereno e complice, che Marta.

E in ultimo, il mio compleanno...
Buon mese di luglio!


il desiderio irrefrenabile di parlare

Dunque, signore mie...vi ringrazio per i complimenti, tanto, credetemi, ma se questi son poi accompagnati da tirate di piedi, allora no...