venerdì 31 marzo 2017

Domande che richiedono preparazione


Dopo "da dove escono i bambini" siamo passati a "perché siamo fatti così?" (non è che esiste una puntata di Siamo fatti così ad hoc?). 
Dopodichè mi sa che ci toccherà "come si fanno i bambini?".

Non sono argomenti particolarmente complicati, solo che devi prepararti, per non dire scemenze.
Diciamo che, al ritorno da una giornata di lavoro o in un momento di totale relax - non ricordo in quale punto della giornata si colloca esattamente questa domanda - se non ci stavi pensando, la risposta non ti viene immediata.
E così Francesco, dopo un breve momento di ehmm, bella domanda... ha iniziato il discorso. Non se l'è cavata male, peccato però che lei a un certo punto, quando ha visto che lui la stava tirando per le lunghe, ha deciso che era troppo e che si era stancata.

Il papà l'ha svoltata sulle differenze che caratterizzano ognuno di noi, dicendo che il mondo, se fossimo tutti uguali, sarebbe molto noioso (tante Marta o tanti Pinco Pallino con le stesse caratteristiche psico-fisiche, sai che noia?Hai ragione papà!); argomentava partendo da qui, ma non credo poi sia arrivato a un momento clou.
Non so dire se lei sia soddisfatta della risposta o se tornerà alla carica a breve.
Nel dubbio cerco risposte più convincenti, o comunque alternative alla risposta del papà, o prolungamenti del suo discorso.

Fatto sta che la questione differenze non è male come punto di partenza; da qui il dialogo potrebbe prendere svariate strade. 
La diversità è ricchezza, e su questo non ci piove. Siamo speciali perché nessuno è la copia dell'altro.
Ognuno è unico in sé, con i propri gusti, le proprie peculiarità, i propri gusti.
Imparare dall'altro non è un male, imitarlo ci rende invece poco originali.

Ora però aiutatemi anche voi, perché le bambine hanno la farfallina e i bambini il pisolino? Avete una risposta scientifica?


lunedì 13 marzo 2017

La Barbie è in ognuna di noi?

Il 9 marzo  è stato il suo anniversario. Forse dire compleanno la fa sembrare meno vecchia :-P
58 anni, portati egregiamente.
L'annuncio della festa - alla quale non sono stata invitata...grazie! bel riconoscimento, dopo tutti gli anni trascorsi con te! - mi ha fatto tornare in mente la mia infanzia - banale, vero?
In particolare i pomeriggi passati in casa a inventarsi storie; la gioia di andare a casa dell'amica figlia unica che aveva molte più Barbie di te; le storie inventate; le Barbie che ho avuto.

Dicono essere un modello irraggiungibile; sicuramente dal punto di vista estetico è l'emblema della perfezione. Quante di noi hanno sognato di somigliarle, di avere i suoi lunghi capelli setosi...? io sì.

Una cosa è certa: la Gabriella bambina non sognava di avere tutti i suoi vestiti e le sue super auto di lusso, anche perché la me bambina non possedeva tutti gli accessori della bambola. La mia Barbie, ad esempio, viveva in una rustica casa di compensato, di tre piani, con mansardina e ascensore in cartone, che mio nonno mi aveva costruito interamente con le sue mani, mettendoci anche la carta da parati...era SPETTACOLARE!. Dicevo, quello che invidiavo alla mia Barbie era la sfacciataggine, la sua non-timidezza. Il suo sapersi circondare di tante amiche e essere sempre all'altezza della situazione; il suo avere la parola giusta, il suo non restare mai senza parole.
Il suo essere sicura.




Per il resto la mia Barbie preferita era sportiva, dinamica, lavoratrice. Guidava, si occupava di tutto (casa-studio-figli o sorelle, soprattutto sorelle). Non aveva bisogno di un Ken per andare avanti. Ken c'era, talvolta erano fidanzati. Il Ken era sempre una figura marginale, sempre in minoranza rispetto alle donne. Il Ken di solito lo usava la sorella più piccola.
Barbie andava in vacanza da sola con le amiche, guidava il camper, ogni tanto si tirava a lucido per grandi occasioni. Era acrobatica.
Era una donna serena (ogni tanta era vittima di incidenti d'auto...mia sorella al gioco era alquanto catastrofica :-P ).

Giocando con le Barbie ho trascorso alcuni dei miei momenti più belli. L'inventiva che accompagnava me e le mie a michette era smisurata, come la passione con cui si preparava il gioco, si sistemavano trucco e parrucca, ci si divideva i ruoli, ci si immaginava delle storie ogni giorno diverse.

Nel collage foto quelle che ricordo essere state le mie, anzi le nostre, mia e della seconda sorella, perché l'altra - la terza e ultima sorella - è figlia degli anni '90, e io già non seguivo più le vicende della donna fuxia...a proposito di fuxia e delle sue declinazioni! Nonostante la Mattel la tingesse quasi unicamente di questo colore, giuro che io non l'ho mai amato, anzi! 

Questo post tanto sempliciotto per riflettere sul fatto che le bambine hanno anche i propri gusti, e non sempre vengono influenzate da ciò che il mercato propone. Affascinate dai giochi sì, ma per fortuna grazie alla loro fantasia, possono provare a stravolgere gli schemi anche usando una bambola strafgga e alla moda.

P.S.: già che ci siamo...questi ve li ricordate? sono altri reperti dalla mia memoria (di questi sono sopravvissuti solo il Dolce forno e Giralamoda). Le foto son prese dal web.




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venerdì 3 marzo 2017

post inutile su una giornata come tante


Sono le 8:05 e hai già dato una rassettata alla casa (perché la pupa oggi la accompagna il papà): passato l'aspirapolvere, spolverato, aperte le finestre, lavato il bagno, ordinato la zona lavoro (cucinare? no, a quello ci penserò dopo).

Prima di metterti a lavoro hai una manciata di minuti.


Ok, sei pronta, ti vesti e ti siedi alla scrivania.


Poi non dite che chi lavora da casa è una persona sciatta! Cioè, a volte sì, quando ti assale la pigrizia...come quando esci e indossi la prima cosa che ti capita a tiro, perché non hai voglia di agghindarti da persona seria. Come quando pantaloni comodi e felpa sono i tuoi migliori amici...come quando sai di non dover uscire, sei in casa a lavorare con figlia che non va a scuola, e resti per un (bel) po' in pigiama.
Ma ci sono giorni in cui l'io-donna grida aiuto e tu devi assolutamente prestargli attenzione. Giorni come questi, in cui ricorri addirittura alle make-up artist.
Ehi, ma tutorial su come sistemare capelli corti in crescita esistono?





il desiderio irrefrenabile di parlare

Dunque, signore mie...vi ringrazio per i complimenti, tanto, credetemi, ma se questi son poi accompagnati da tirate di piedi, allora no...